Isola Budelli: cade prelazione dello Stato, resta di proprietà del magnate neozelandese Michael Harte

Il Consiglio di Stato ha annullato la prelazione dell’ente parco della Maddalena sull’acquisto dell’isola. Il gioiello dell’arcipelago sarà comunque protetto dai vincoli ambientali, che possono tutelarla nel modo più idoneo, preservando il suo valore ambientale e paesaggistico senza necessariamente dover spendere soldi dello Stato per acquisirla. Così Sebastiano Venneri, responsabile Mare di Legambiente ha commentato la notizia dell’annullamento da parte del Consiglio di Stato della prelazione dell’Ente Parco della Maddalena sull’acquisto dell’isola di Budelli.

“Acquistare quell’isola sarebbe stata una spesa inutile – ha dichiarato Venneri -, perché Budelli è privata sin dal 1800 e si è conservata integra in virtù dei vincoli e dei divieti severissimi che hanno impedito qualsiasi modificazione dello stato dei luoghi. Già oggi, ad esempio, non è possibile ad alcuno mettere piede sulla Spiaggia Rosa, la zona forse più delicata dell’isola, sia anche il custode o lo stesso attuale proprietario. A ciò si aggiunga che una porzione significativa è del demanio e tale rimarrà. In sostanza l’ambiente di Budelli è super tutelato grazie alle misure che lo Stato, il pubblico, ha saputo apporre su un bene privato di pregio come ce ne sono tantissimi nel nostro Paese. Il territorio italiano è pieno infatti di beni privati, isole, colline, boschi, montagne, delle cui sorti per fortuna non dispone il proprietario del bene e per l’acquisto dei quali non basterebbe una legge Finanziaria. Se si vuole realmente tutelare l’ambiente nell’arcipelago, meglio utilizzare quei fondi per completare la bonifica dei fondali dell’isola della Maddalena, o usarli per dare ossigeno alle aree marine protette della Sardegna piuttosto che sprecarli in acquisti inutili”.

Il Consiglio di Stato sottolinea nella sentenza che l’isola di Budelli è di proprietà privata da epoca precedente all’ istituzione del parco della Maddalena (tanto che nel 1984 il prefetto di Sassari autorizzò il proprietario ad alienare a una società privata “l’intera isola di Budelli”). L’isola è comunque protetta da vincoli e norme di tutela che ne hanno salvaguardato i valori ambientali e paesaggistici durante tutti questi anni e che “continueranno a essere presenti anche dopo l’annullamento del diritto di prelazione” da parte del Consiglio di Stato.

Sul piano strettamente giuridico, l’organismo di giustizia amministrativa ha ricordato che “il diritto di prelazione ha carattere ablatorio della proprietà privata, cioè sostanzialmente espropriativo, e come tale deve avere una base legale certa, conformemente a quanto da sempre ritenuto pacifico e più volte ribadito anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”. La legge n. 394 del 1991, come condizione per il legittimo esercizio della prelazione, richiede che sia “adottato un piano di tutela del parco e che la prelazione possa riguardare solo le aree che in quel piano siano classificate nelle prime due zone di maggior tutela”.

”La sentenza è sconcertante anche perché il diritto di prelazione è previsto nelle zone di riserva integrale proprio come l’Isola di Budelli”. Lo afferma l’ex ministro ed attuale presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio a proposito della decisione del Consiglio di Stato sull’Isola di Budelli, sorpreso che possa essere ”ribaltata una decisione del Parlamento italiano” e chiedendo che lo Stato ”non molli”. ”Stupisce che il formalismo giuridico possa impedire un diritto dovere dello Stato – aggiunge Pecoraro Scanio – ribadito anche con un’apposita norma ad hoc votata dal Parlamento”. ”Auspichiamo che il parco continui ogni azione giudiziaria utile, anche in sede europea, a salvaguardare il diritto dovere dello Stato di garantire la tutela anche con l’acquisizione di beni naturalistici unici”. Infine ”auspichiamo che il Parlamento intervenga al più presto”.

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