La deforestazione continua ad un ritmo allarmante, entro il 2030 oltre 230 milioni di ettari di foresta scompariranno

A causa della deforestazione, ogni anno si perdono nel mondo 11 luoghi di cui 10 nei tropici: entro il 2030 rappresenteranno oltre l’80 della perdita di foreste a livello globale, secondo una ricerca pubblicata oggi dal WWF. Il report WWF esamina dove la maggior parte della deforestazione è più probabile nel breve termine insieme alle principali cause e soluzioni per invertire le tendenze previste.

A livello globale, la principale causa di deforestazione è l’agricoltura in espansione – tra cui l’allevamento commerciale, la produzione di olio di palma e di soia, ma anche l’invasione di attività agricole che tagliano e bruciano le foreste (“Slash and Burn”) . Il taglio insostenibile e la raccolta della legna possono contribuire al degrado forestale, o la “morte da mille tagli”, mentre le miniere,l’ energia idroelettrica e altri progetti di infrastrutture portano nuove strade che aprono le foreste ai coloni e all’agricoltura.

Le attività agricole oggi occupano il 38% della superficie delle terre emerse (tra coltivazioni e zone di pascolo) e costituiscono l’uso più vasto del suolo realizzato dall’intervento umano. La sfida di alimentare una popolazione in costante crescita (dagli attuali più di 7.2 miliardi ai 9.6 previsti per il 2050) passa, come propone il WWF che, proprio ieri ha lanciato il suo programma per EXPO 2015, attraverso un’ecoagricoltura che sia fortemente integrata nei processi circolari della natura e che elimini totalmente gli sprechi alimentari oggi esistenti e non certo, come qualcuno ancora ritiene, incrementando le aree agricole e pascolive e distruggendo di fatto le foreste ancora esistenti.

“Le minacce per le foreste sono più grandi di una singola azienda o industria, e spesso attraversano i confini nazionali. Essi richiedono soluzioni che guardano tutto il paesaggio “, continua Pratesi “Questo significa collaborazione territoriale che tenga conto delle esigenze delle imprese, delle comunità e della natura.” Il rapporto è stato rilasciato in occasione del vertice ‘Tropical Landscapes Summit: A Global Investment Opportunity’, un meeting internazionale di leader politici, imprenditori e della società civile in corso a Giacarta, Indonesia.

“Il vertice è l’occasione per proporre investimenti verdi e istituire partenariati pubblico-privato di trasformazione”, afferma il direttore generale del WWF Internazionale Marco Lambertini. “L’Indonesia ha una grande opportunità, la transizione verso una innovativa economia verde che metta in primo piano la prosperità umana e il benessere tanto quanto un ambiente sano. La scelta di mantenere foreste sane e naturali per molteplici scopi e per ottimizzare la produttività del territorio circostante sarà un esempio interessante di questo approccio. Abbiamo bisogno di una intelligente pianificazione territoriale, che riconosca il valore a lungo termine di paesaggi forestali sani “.

Le foreste svolgono molteplici funzioni, tra le più importanti la salvaguardia della biodiversità e la conservazione delle acque e del suolo, fornendo nel contempo prodotti legnosi e non, fungendo da serbatoi di assorbimento del carbonio, oltre ovviamente ad essere luogo per il tempo libero. Circa 348 milioni di ettari di boschi servono per la difesa del territorio e la conservazione delle acque, per evitare il pericolo di valanghe e contrastare la desertificazione, per stabilizzare le dune sabbiose e proteggere le zone costiere.

Un terzo delle foreste del pianeta sono impiegate principalmente per la produzione di legname, di fibre e di prodotti non legnosi, e per più della metà di esse questa produzione rappresenta una delle attività principali della loro gestione, dato questo significativo dell’importanza dei prodotti forestali per le economie locali, nazionali ed internazionali.

Le foreste sono importanti serbatoi per l’assorbimento del carbonio: l’ammontare di carbonio immagazzinato nella sola biomassa forestale è di circa 283 Gigatonnellate (Gt, miliardi di tonnellate) di carbonio. Il carbonio assorbito dalla biomassa forestale, dal legno morto, dalla lettiera forestale e dal suolo è circa un 50 per cento in più dell’ammontare di carbonio contenuto nell’atmosfera. Infine, il report del WWF dimostra che oltre 230 milioni di ettari di foresta scompariranno entro il 2050 se non si interviene e che la perdita delle foreste deve essere ridotto quasi a zero entro il 2020 per evitare cambiamenti climatici pericolosi e perdite economiche.

 

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