Medicina dell’anima: il cibo

Dei ricordi dell’infanzia fanno parte anche i sapori dei cibi l’hanno caratterizzata: come ad esempio una marmellata fatta in casa, il dolce che ci faceva nonna, un piatto particolare cucinato dalla mamma, il cioccolato mangiato con il pane per merenda e così via.

Si tratta dei cibi che coccolano, il cosiddetto comfort food, da cui deriva la filosofia del cibo come medicina dell’anima, una sorta di movimento che sta prednendo sempre più piede. Lo conferma Ilaria Mazzarotta, foodblogger, in un’intervista rilascita all’Huffington Post: “Nutrirsi deve essere un piacere. Non esiste un’alternativa al comfort food, ovvero al cibo che coccola. Chi si vuole bene, mangia bene”.

Si tratta di quei sapori che di fanno fare un salto nel passato e ci fanno stare bene, molto bene, che riescono, in sostanza a farci tornare il buon umore e scacciare stress e pensieri nocivi. Sono dunque gli antidepressivi naturali, quei cibi che diventano la miglior medicina per curare i disturbi dell’umore, dell’ansia e della depressione. Perciò bando agli ansiolitici, riassaporiamo dunque un ovetto kinder, un ciambellone fatto in casa, il profumo di un tè della nonna per stare meglio.

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