Non solo Expo: a maggio il capoluogo lombardo ospita la World Fair Trade Week e Milano Fair City

Altreconomia dedica la copertina del numero di maggio alla World Fair Trade Week, la settimana mondiale del commercio equo che vedrà -dal 23 al 31 maggio- Milano ospitare tra le altre iniziative la conferenza biennale della World Fair Trade Organization e -nei giorni dal 28 al 31 maggio- Milano Fair City, fiera internazionale del commercio equo e solidale.

Su Altreconomia, oltre al programma completo della settimana, e una presentazione dei produttori presenti alla fiera (62, da 29 Paesi), pubblichiamo con una infografica i numeri del commercio equo e solidale italiano: sono 256 i punti vendita delle organizzazioni iscritte all’Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale (Agices), e contraddistinte dal logo Equo Garantito. Nel 2013, hanno complessivamente ricavato oltre 78 milioni di euro.
È questo l’universo che promuove relazioni dirette e solidali con i produttori del Sud del mondo, che a Milano Fair City prenderanno forma in nuovi progetti che Altreconomia anticipa, iniziative di LiberoMondo, Altraqualità, Vagamondi, Chico Mendes, Altromercato, Equo Mercato.

A maggio, le realtà del fair trade italiano saranno impegnate in manifestazioni e fiere diffuse su tutto il territorio nazionale: da Bologna a Treviso, da Savona alle Marche, la descrizione è su Altreconomia di maggio.

Il dossier dedicato alla World Fair Trade Week si conclude con un articolo dedicato a Milano, città in movimento: il capoluogo lombardo sta approvando una Food Policy, volta a promuovere filiera corte e prodotti biologici anche nei menù di MilanoRistorazione e ai mercati generali, mentre ha raggiunto risultati importanti per quanto riguarda le politiche di gestione dei rifiuti organici (120mila tonnellate raccolte, record italiano). Sul fronte della solidarietà, intanto, Milano ha dato una risposta straordinaria nell’accoglienza di 55mila profughi siriani tra ottobre 2013 e novembre 2014.

Nella seconda parte della rivista, affrontiamo il tema ambientale. Chiedendoci, intanto, se Gian Luca Galletti sia scomparso: il ministro dell’Ambiente in carica è tra i meno attivi dell’esecutivo, nei cui atti più importanti l’ambiente pare in secondo piano. Su Galletti pesa, però, anche un esposto alla Procura e all’Autorità anticorruzione e relativa a conflitti d’interesse all’interno della commissione di valutazione per l’impatto ambientale. Possibili conflitti che riguardano per altri versi anche il ministro stesso: la campagna elettorale di Galletti sia stata finanziata per 30mila euro da una società partecipata da un socio dello Studio Gnudi e associati. Il fondatore, Piero Gnudi, è stato nominato dal governo Renzi commissario straordinario per l’ILVA spa.

Affrontiamo poi il tema degli aeroporti, partendo dal caso degli scali minori. Servono davvero oltre 40 aeroporti aperti a voli commerciali in Italia? Nel nostro Paese volano 150 milioni di passeggeri, ma le piste “attive” potrebbero ospitarne fino a 245 milioni.
A Rimini, l’aeroporto ha riparto il 1° aprile e a fronte di una “capacità” di 14 movimento all’ora, ha visto decollare 10 aerei in 15 giorni. Intanto, i gestori “pagano” le compagnie aeree per portarli a fruire dei loro scali, e anche se esiste una normativa volta a promuovere la trasparenza in materia -in vigore dal 2 ottobre scorso- nessuno pare seguirla.

Infine, parliamo di “flotte aziendali”: questo comparto costituisce il 40% del mercato delle auto nuove immatricolate ogni anno nel nostro Paese. La normativa italiana, però, non incentiva la scelta di veicoli sostenibili, condizionando anche il mercato dell’usato: le auto aziendali diventano “usate” in media dopo 4 o 5 anni; nel 2014, in Italia, su 100 auto vendute ben 76 -4.248.229- erano di seconda mano.

Spazio, poi, al crowdfunding: dieci anni fa questa parola nasceva ad indicare un nuovo modello per finanziare in modo diffuso progetti culturali autoprodotti. Oggi il crowdfunding è un mercato che vale 16 miliardi di dollari (e nel 2015 potrebbe raddoppiare), che si occupa anche di raccolta di capitale (equity), e vede coinvolti alcuni dei maggiori soggetti industriali e bancari italiani, da Telecom a Intesa Sanpaolo, da Unicredit e BNL Paribas.

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