Pasqua: Cia, consumi fermi al 2014 e per il 76% degli italiani vince il “fai da te” in cucina

Pasqua ancora sotto il segno dell’austerity si riscontrano anche nella scelta delle vacanze, con meno viaggi e più gite fuori porta. Anche nel 2015 a partire sarà meno del 25% degli italiani. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, una scelta di cui beneficeranno gli agriturismi, che uniscono il relax della campagna ai prezzi contenuti e alle tradizioni enogastronomiche del territorio.

A trainare le aziende agrituristiche sarà soprattutto il ramo ristorazione: sugli oltre 250 mila ospiti attesi in campagna, quasi due terzi sono solo i “buongustai”. Tra domenica 5 e lunedì 6 aprile, infatti, saranno circa 140 mila gli italiani che si recheranno a pranzo in agriturismo. O che approfitteranno delle aree attrezzate per pic-nic comprando in azienda vari prodotti tipici, tra conserve, formaggi, salumi e vino.

Per il pranzo di domenica gli italiani manterranno praticamente inalterato il budget del 2014 in due casi su tre, con una spesa alimentare pari a poco più di un miliardo, e il 76% festeggerà anche quest’anno tra le mura domestiche. Niente superfluo e acquisti oculati quindi: uova di cioccolato e colombe segnano un calo del 2% e anche l’agnello risulta in diminuzione (-3%). A vincere saranno soprattutto i dolci “fai da te” e la pasta fatta in casa. Si prevede, infatti, – commenta la Cia – una crescita del 10% della spesa per uova, zucchero, farina, burro e lievito. In particolare di uova, fino alla fine della settimana di Pasqua, se ne consumeranno circa 400 milioni tra decorazioni e preparazioni culinarie.

Nei menù casalinghi saranno protagonisti come sempre i piatti del territorio e della tradizione, dalla pastiera alla frittata, dalla torta pasqualina all’agnello. Nonostante la flessione prevista (anche per l’aumento del numero dei vegetariani in Italia, che oggi sono 4,2 milioni) -spiega la Cia- l’agnello resta in ogni caso un “classico” delle tavole per più di una famiglia su tre: solo domenica se ne consumeranno 29 mila tonnellate, “bruciando” in un giorno quasi la metà del consumo complessivo annuo di carne ovina.

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