Randagismo in Sicilia: 13 canili per 390 comuni e la rete non ci sta

“Rosalba Matassa adegui le strutture sanitarie per animali d’affezione in Sicilia dove sono solo 13, peraltro decisamente inadeguate, a fronte dei 390 Comuni dell’isola”. Questa la richiesta che gli utenti della rete hanno rivolto alla responsabile task force animali del Ministero della Salute con la campagna #stoprandagismo su Megashouts.org (http://goo.gl/Yj0qfv), consapevoli che la questione del randagismo al Sud è ormai un gravissimo problema che investe cittadinanza e istituzioni.

L’iniziativa ha raggiunto ad oggi un reach di 552.571 persone e vanta anche il supporto, attraverso il loro profilo Twitter, di personaggi famosi quali lo scienziato e docente ambientalista cofondatore di Legambiente Walter Ganapini, la produttrice discografica Mara Maionchi, il giornalista e scrittore Stefano Olivari e l’attore e doppiatore Luca Ward. La campagna si appella alla Legge Nazionale 281/91 e alla Legge Regionale della Sicilia 15/2000 in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo, entrambe applicate poco, male o in larga parte disattese.

L’elenco delle inadempienze messo in luce da #stoprandagismo è lungo. In primo luogo la mancanza di strutture pubbliche, solo 13 canili sanitari a fronte dei 390 Comuni siciliani, e l’inadeguatezza di quelle esistenti. Di conseguenza, alcuni Comuni stipulano convenzioni con strutture private che non hanno i requisiti legali per accogliere animali e che operano indisturbate per mancanza di controlli. Nel caso in cui queste strutture rispecchino i parametri legali, si pone invece il problema degli aspetti logistici in quanto ogni centro deve assicurare l’intervento esclusivamente entro un raggio chilometrico ragionevole.

E ancora, la mancanza di prevenzione, anche mediante piccoli ambulatori territoriali, riguardante essenzialmente la sterilizzazione o la castrazione dei cani randagi; l’assenza di controllo dei cani padronali, che proprio per questo rappresentano i potenziali prossimi randagi; la mancanza di una Commissione Regionale Animalista, che abbia potere istituzionale specifico, lasciato invece a addetti ai lavori non competenti circa le tematiche e problematiche animaliste. Tale Commissione sarebbe necessaria per proporre nuove leggi e nuovi regolamenti, per cambiare alcune inadeguate normative esistenti, per controllare e segnalare le inadempienze di Asl e Comuni, per censimenti veritieri, per contrastare il traffico di animali, il randagismo, la vendita indiscriminata, l’accattonaggio, i combattimenti clandestini e i centri di allevamento/allenamento. Per dare il suo supporto alla campagna #stoprandagismo

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