Raw food, il crudismo, la nuova rivoluzione alimentare

Sta per diventare obsoleto anche il veganesimo, e di conseguenza è probabile che non useremo più nemmeno le pentole. Si tratta di una nuova frontiera dell’alimentazione: il raw food, o per parlare italiano il crudismo, una nuova filosofia alimentare che dà la precendenza e la preferenza ai cibi crudi. E’ nato in America qualche anno fa a Los Angeles, patria ormai del salutismo americano, ottenendo subito consensi, soprattutto tra le star del cinema, sempre all’avanguardia in questo campo. Arrivato da oltreoceano si è diffuso prima a Londra e oggi si sta preparando ad invadere le tavole italiane.

Quali cibi contempla? Frutta, verdura, legumi, noci e semi crudi, anche trasformati attraverso la marinatura, la salamoia, la germogliazione e la fermentazione. Tutti questi alimenti sono quelli che orami vengono definiti supercibi, speciali e nutrienti, tra cui si annoverano cacao crudo, bacche di Goji, plancton marino, polline, germogli, aloe vera, e la spirulina.

All’interno della filosofia crudista vi sono diverse tendenze: i crudisti vegetariani che ammettono latte e derivati, uova e miele, e vegani che non ne fanno uso. E poi ci sono i crudisti onnivori, che mangiano anche carne, pesce e molluschi crudi, mentre i fruttariani si cibano solo di frutta e ortaggi come pomodori, peperoni e zucchine.

Come funziona? Indipendentemente dalla tendenza che si sceglie, c’è una regola da seguire, tutti gli ingredienti non devono subire una cottura superiore ai 42°C. Perchè? Oltre questa soglia di calore il cibo tenderebbe a perdere i principi nutritivi principali, quali vitamine, proteine e sali minerali, fondamentali per il benessere dell’organismo.

Come scelta il crudismo non è solo una scelta dietetica, ha le sue fondamenta nel desiderio di creare con il cibo un rapporto etico e riuscire a contribuire alla costituzione di un modello di produzione e di consumo che sia più salutare, consapevole e più sostenibile per il pianeta.

Ci sono dei rischi? Se si vuole passare a questo stile alimentare, il passaggio deve essere graduale, lento, al fine di cercare le giuste associazioni fra gli alimenti per mettere insieme i principi nutritivi necessari, tenendo conto del proprio equilibro personale e importante farsi guidare da un nutrizionista.

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