Terremoto in Nepal: attivo anche il WWF

Anche il WWF si sta impegnando per sostenere il Nepal. Dopo il tremendo terremoto che ha devastato il Paese nei giorni scorsi, anche l’associazione WWF è scesa in campo per fornire assistenza alle persone colpite dal violento sisma. Lo ha annunciato questa mattina il WWF stesso nel sito internet ufficiale, informando i sostenitori in Italia delle condizioni in cui si trova il personale del WWF in Nepal. Stando almeno alle prime notizie, sembra che i dipendenti dell’associazione che operano in Nepal siano al sicuro.

L’associazione è presente e attiva in Nepal dal 1960, mentre risale al 1993 l’apertura di una vera e propria sede. Attualmente operano nel Paese oltre cento persone, attive con le comunità del posto per proteggere le risorse naturali e la fauna selvatica.

Tra le battaglie portate avanti in Nepal dal WWF, le più importanti riguardano il contrasto al fenomeno, purtroppo molto diffuso, del bracconaggio, nonché la lotta al commercio illegale di specie selvatiche. Proprio a sostegno di queste iniziative, nei mesi scorsi si è unito alla causa anche il campione di tennis scozzese Andy Murray. Nel novembre scorso il famoso tennista ha accettato di diventare ambasciatore mondiale del WWF, proprio a sostegno della battaglia contro il commercio illecito di specie selvatiche e il bracconaggio. Durante la stagione tennistica di quest’anno, Andy Murray raccoglierà fondi a sostegno dell’iniziativa in Nepal per addestrare cani da fiuto a fermare i bracconieri attivi nel Parco Nazionale di Chitwan.

L’iniziativa dei cani mira a contrastare bracconaggio e commercio illegale di specie come rinoceronti, tigri, elefanti, purtroppo in serio pericolo. Il piano dei cani anti-bracconaggio è uno dei progetti portati avanti dal WWF in Nepal, un Paese costretto oggi a fare i conti con la terribile devastazione provocata dal terremoto. La scossa, che ha registrato magnitudo 7.9, è avvenuta il 25 aprile. L’epicentro è stato localizzato tra Kathmandu e Pokhara. Il bilancio delle vittime, destinato purtroppo a crescere, supera oggi i 3.600 morti e i 6.617 feriti, oltre naturalmente ai danni incalcolabili subiti dagli edifici e dalle infrastrutture.

La scossa, la più forte degli ultimi 81 anni, è stata avvertita distintamente anche in Bangladesh e in India, fino a New Delhi, dove si registrano diversi morti. La stima ufficiale dei morti potrebbe, secondo alcune fonti, arrivare addirittura a 6.000. Per quanto riguarda le vittime fino ad oggi stimate, 66 sono state registrate in India, 17 in Cina, e le restanti in Nepal. L’ultimo terremoto devastante che colpì il Nepal e Kathmandu risale al 1934, e costò la vita a quasi 20.000 persone.

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