‘Uomini nelle gabbie, Dagli zoo umani delle Expo al razzismo della vacanza etnica’

In concomitanza con l’apertura di Expo 2015, Survival International organizza la presentazione del libro di Viviano Domenici Uomini nelle gabbie, sullo scioccante fenomeno degli zoo umani nel mondo. Non si tratta di vergognose pagine di storia confinate nel passato, ma di una pratica che continua ancora oggi. Dall’etno-turismo, che costringe gli Jarawa delle Isole Andamane a ballare in cambio di biscotti, al poorism (il turismo della povertà), con i suoi tour-avventura nelle favelas, la logica è la stessa perché «il mostro è ancora vivo, ha solo cambiato maschera».

Il libro, edito da il Saggiatore, racconta il fenomeno dell’esibizione di esseri umani che, a partire dalle prime Grandi esposizioni universali di fine Ottocento, giunge fino ai giorni nostri denunciando una mentalità che continua a vedere gli Altri come animali da ammaestrare, barbari da civilizzare, sudditi da conquistare. Attraverso la raccolta di dati e documenti storici, Domenici esamina il passato e s’interroga sul presente ripercorrendo le tragiche storie di uomini esposti in gabbia come animali – come la giovane sudafricana Sarah Baartman esibita nei circhi d’Inghilterra – fino alle agghiaccianti testimonianze contemporanee delle donne-giraffa in Thailandia.

Alla presentazione interverranno l’autore – per venticinque anni responsabile delle pagine scientifiche del Corriere della Sera – e Vincenzo Matera, docente di antropologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’incontro, accompagnato da testimonianze fotografiche, sarà moderato da Francesca Casella, direttrice della sede italiana di Survival International, il movimento per i diritti dei popoli indigeni.

“Con la disumanizzazione le vittime perdevano la natura e la dignità di uomini ed erano trasformate nella rappresentazione di quello che l’espositore o il visitatore desideravano che fossero; una tale regressione legittimava qualsiasi violenza, anche la più aberrante”, scrive Viviano Domenici.

“Oggi come allora, l’esibizione dell’Altro è il frutto di una mentalità di stampo colonialista che continua a dipingere i popoli indigeni come ‘selvaggi’, ‘arretrati’ o ‘primitivi’ semplicemente perché i loro modi di vivere sono diversi” aggiunge Francesca Casella. “Purtroppo, in tutto il mondo questi stereotipi vengono tutt’ora utilizzati per giustificare le violazioni dei loro diritti umani e il furto delle loro terre e delle loro risorse nel nome del ‘progresso’ e di una presunta missione civilizzatrice.” Survival International è il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni. Dal 1969, aiutiamo i popoli indigeni a difendere le loro vite, a proteggere le loro terre e a determinare autonomamente il proprio futuro.

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