Xylella Fastidiosa: la cura chimica rischia di causare gravi danni, serve un’azione straordinaria a livello europeo

Ora più che mai è necessario un intervento comunitario. Non si può prescindere da un’azione di carattere europeo a tutela degli agricoltori e dei vivaisti colpiti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito all’emergenza Xylella.

Le notizie degli ultimi giorni rendono sempre più evidente che non si tratta più di un problema solo italiano: la Francia, che solo qualche giorno fa aveva annunciato un “embargo” su 102 specie vegetali provenienti dalla Puglia, ora si trova a dover fare i conti con la scoperta del batterio alle porte di Parigi a causa probabilmente di una pianta ornamentale importata dal Costarica -ricorda la Cia-. Tutto questo dovrebbe accelerare la definizione di un intervento straordinario della Commissione Ue. D’altra parte, ora bisogna fare sistema e collaborare tra Stati membri, evitando qualsiasi tipo di azione unilaterale.

Non possiamo permettere che la produzione agricola europea sia continuamente minacciata da nuove fitopatie che potrebbero azzerare le produzioni, come troppo spesso sta accadendo in questi anni, generando danni economici di dimensioni straordinarie. Anzi, l’emergenza Xylella dimostra anche come sia assolutamente necessaria oggi una revisione della normativa Ue in materia di controlli alle frontiere.

L’emergenza va affrontata e gestita -ribadisce la Cia- ma gli imprenditori agricoli devono essere messi nelle condizioni di poter intervenire con lavorazioni straordinarie in azienda per il contenimento della diffusione del batterio. Per questo, con il sostegno dell’organizzazione europea Copa-Cogeca, abbiamo chiesto al commissario all’Agricoltura Hogan e al commissario alla Salute Andriukaitis che si intervenga con lo stanziamento di adeguate risorse finanziare, mettendo in campo tutte le possibili soluzioni che la stessa Pac può offrire in risposta a gravi emergenze fitosanitarie, oltre che fondi destinati alla ricerca per continuare a studiare il batterio e trovare soluzioni a tutela delle produzioni colpite.

E’ a rischio il futuro di oltre 100 mila ettari di superficie: non solo gli olivicoltori, ma anche tutte le aziende vivaistiche che producono materiale di riproduzione vegetale, dalle barbatelle alle piantine di agrumi -dice la Cia-. Ecco perché, con o senza dichiarazione di calamità naturale, sono indispensabili e urgenti misure “ad hoc” per i produttori colpiti in Puglia: sgravi fiscali e previdenziali e un rinvio immediato dei pagamenti dovuti per prestiti e mutui bancari. La corretta informazione, anche nei confronti dell’opinione pubblica, è altrettanto necessaria a far prendere coscienza delle reali dimensioni dell’emergenza e ad agevolare l’eradicazione delle piante infette -conclude la Cia- che ribadiamo deve essere mirata e selettiva.

Il piano messo in atto dal Commissario per l’emergenza Xylella Fastidiosa, Giovanni Silletti, rischia di non essere efficace, oltre che potenzialmente dannoso. L’irrorazione per via area di pesticidi e fungicidi che contrastano la diffusione del batterio è nociva per l’agricoltura e in particolare per quella biologica. Mentre l’estirpazione degli olivi infetti, necessaria per evitare la diffusione del batterio che continua a vivere anche nelle piante secche, sarebbe inutile qualora l’essiccamento fosse stato prodotto anche da altre concause .

Lo ricorda l’Aiab, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, per mezzo del suo presidente, Vincenzo Vizioli: “Va assolutamente verificato qual è il motivo dell’essiccazione: se ci fossero altri possibili motivi, come ad esempio l’utilizzo massivo di diserbanti chimici che indeboliscono la pianta e la espongono a maggiori rischi, questi vanno non solo analizzati ma soprattutto contrastati. In quale percentuale dei rami analizzati dal Servizio Fitosanitario della Regione Puglia è stata effettivamente verificata la presenza di Xylella?”. Come è noto, infatti, non è solo la presenza del batterio a causare l’essiccazione precoce delle piante, ma una concatenazione di elementi: il batterio, l’insetto(la Cicadella Viridis), un insetto (Philaenus spumarius), un terreno impoverito. Inoltre, gli ulivi maggiormente colpiti sono stati quelli potati fuori stagione e trattati con fungicidi e disseccanti (tra cui il RoundUp della Monsanto, recentemente dichiarato ‘probabilmente cancerogeno’ dall’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro).

Tutte le ipotesi sull’introduzione del batterio fanno comunque riferimento all’importazione di piante da vivaio: “Sarebbe ora che l’Italia prendesse provvedimenti con controlli più seri alla frontiera per evitare di introdurre sul nostro territorio batteri e organismi dannosi che non trovando antagonisti naturali diventano devastanti”, afferma Vizioli. “Gli esempi sono ormai tantissimi: dalla Tuta Absoluta americana che ha colpito il pomodoro, al punteruolo rosso della palma importato dalla Cina. Purtroppo, all’estero le piante costano meno e i nostri vivaisti invece di produrle comprano e rivendono, facendo deperire un settore che è sempre stato una delle nostre eccellenze”

Riguardo l’innaffiatura di pesticidi per eliminare la Cicadella Viridis, l’insetto vettore del batterio che sta sterminando gli ulivi pugliesi, il timore è che il provvedimento non solo non garantisca risultati efficaci in tempi rapidi ma provochi danni effettivi all’agricoltura biologica, uno dei vanti della regione e del Paese. “Con la diffusione indiscriminata di chimica si rischia di compromettere le condizioni delle coltivazioni future e la salute degli abitanti delle zone colpite. Nel tentativo di scoraggiare la Cicadella Viridis – prosegue Vizioli – gli agricoltori biologici hanno già adottato rimedi per rendere le foglie più dure e quindi più difficili da pungere. Ad esempio, la diminuzione della dose di azoto nei terreni si è rivelata efficace, se la nutrizione della pianta viene poi riequilibrata con l’utilizzo di fertilizzanti organici. Forse la soluzione è da cercare in pratiche agronomiche attente, intervenendo sul campo e campo per campo, e non in un’unica killer application solo apparentemente risolutiva”.

 

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie