Biomasse, la campagna sul web: l’Umbria non si tocca

“L’Umbria deve puntare a turismo, agricoltura e benessere. Le centrali a biomasse ammalano i territori e fanno arricchire solo gli speculatori“. Con questo messaggio la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini è stata chiamata in causa dalla campagna #NoBiomasseUmbria, contro le politiche adottate dall’amministrazione sul fronte delle energie rinnovabili.

L’iniziativa, promossa da un’unione di comitati del territorio, accende ancora una volta i riflettori sull’irrisolta situazione degli impianti a biomasse, tema scottante che divide l’opinione pubblica tra chi li vede come una scelta ecologica e chi li considera a tutti gli effetti un’ecotruffa dannosa per la salute e l’ambiente. A spiegare i motivi della campagna #NoBiomasseUmbria, le parole degli stessi promotori: “Ribadiamo la nostra totale contrarietà alle politiche (a nostro avviso deprecabili) della Regione Umbria nei confronti delle fonti energetiche cosiddette rinnovabili (FER), alla mancanza di rispetto della volontà popolare e alla totale mancanza di regole e controllo, da parte della Regione stessa, contro le speculazioni che dietro le FER spesso si celano. Regole che dovrebbero essere messe in atto con forza al fine di proteggere la sistematica distruzione del territorio umbro e assalto alla salute pubblica che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo preciso momento.

I Comitati continueranno a battersi e a fare rete per far fronte a questo gravissimo problema, e ad altri simili, in modo che la Regione torni quanto prima sui suoi passi. Il cosiddetto “Pacchetto Clima Energia 20-20-20″prevede (entro il 2020) il raggiungimento del 20% di FER (siamo invece già al 40%), di portare al 20% il Risparmio Energetico e ridurre del 20% i Gas Serra: queste 2 voci invece intorno allo zero”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie