Carne di cane: il commercio dell’orrore deve finire

Ogni anno decine di migliaia di cani vengono ammassati in gabbie troppo piccole  per contenerli e trasportati in condizioni terribili dalla Thailandia al Vietnam nel nome del commercio della loro carne.  Creature disidratate, affamate, stressate, costrette a viaggiare in condizioni di aberrante sovrappopolamento per andare a morire in un macello: per loro è la petizione aperta su firmiamo.it, una raccolta firme importante che si appella ai leader politici, agli enti, alle associazioni e ai singoli cittadini.

Cani adulti, piccoli cuccioli: nessuno è escluso dalla mercificazione della vita in nome del profitto, soprattutto i cani da compagnia che, essendo più mansueti, sono più facili di catturare. La morte nel macello è solo l’ultimo tassello di un viaggio terribile: ammassati nei camion per giorni e giorni, molti animali muoiono prima di giungere a destinazione per soffocamento, per compressione o per i morsi che, sotto forte stress, arrivano a darsi l’uno l’altro. Quelli che sopravvivono invece, aspettano rinchiusi in ambienti piccolissimi quella che sarà la loro morte nelle camere di tortura. Qui, con un meccanismo simile a quello della catena di montaggio, vengono sistematicamente picchiati, scuoiati o bolliti vivi, a volte decapitati. Queste torture non sono inflitte a caso, ma sono dettate da una barbara credenza popolare secondo la quale lo stress e la paura rilasciano nel corpo dell’adrenalina che va ad ammorbidire la carne rendendola più tenera al palato. Insomma: un animale che muore sotto atroci torture è più buono da mangiare.

La carne di cane viene quindi messa in vendita tra il Vietnam e la Cina, Paesi dove averla nei menù è da sempre un fatto culturale; la loro pelle invece, può essere utilizzata per inserti in pelliccia da poco prezzo che molti occidentali indossano senza alcuna consapevolezza sulla provenienza.  La petizione aperta su Firmiamo.it chiede che non si faccia finta che questa tragica situazione non esista e chiama a raccolta leader politici, enti, associazioni e singoli cittadini affinché tutti facciano la loro parte per cambiare questa grave situazione, rompendo il silenzio che l’avvolge. Per dare il proprio contributo alla causa, basta cliccare su “firma”.

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