Gli alcolici contengono calorie e fanno ingrassare: introdurre un’etichettatura nei contenitori di bevande alcoliche

Chi vuole perdere peso dovrebbe evitare di consumare alcolici e superalcolici. La cosa importante è sapere quante calorie contengono i vari alcolici e valutare cosa bere o non bere. La risoluzione “Alcool strategy” ratificata il 29 aprile scorso del Parlamento Europeo e inviata alla Commissione Europea per introdurre un’etichettatura nei contenitori di bevande alcoliche su:
1) apporto calorico;
2) rischio di guida in stato di ebbrezza;
3) danni da consumo durante la gravidanza;
4) pericolo di “binge drinking” o ubriacatura, diffusa tra i giovani,
non costituisce un deterrente sufficiente per limitarne l’uso e l’abuso.
Lo sottolinea in una nota il comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio, secondo il quale è più urgente:
5) vietare le rèclames dei prodotti alcolici e superalcolici;
6) sanzionare i “drink no limit” nei locali pubblici e nei circoli privati, in particolare frequentati da minori che, per bere, confidano nella disponibilità degli amici più grandi o nella “complicità” dei gestori;
7) scrivere nelle etichette di bottiglie, lattine, brik, ecc. quali gravi malattie può provocare la loro assunzione;
8) elevare a 18 anni, in qualsiasi circostanza, il divieto di acquistare e ingerire alcolici o superalcolici.
Se ciò è già previsto per il fumo, perché non farlo pure per l’alcol? O esiste qualche differenza tra dipendenza da nicotina e dipendenza da bevande alcoliche? O forse esistono tumori di serie A e tumori di serie B? Per gli interessi commerciali di editori che pubblicizzano enfaticamente alcolici e superalcolici, come se fossero prodotti per la realizzazione personale ed il successo, si può fare finta di niente? Si possono trovare finte soluzioni per mettere a tacere la coscienza? E si può gravare sul sistema socio-sanitario nazionale e comunitario, con l’assistenza dovuta agli alcolisti ed alle loro famiglie, per mettere a tacere anche le multinazionali di alcolici e superalcolici e le lobbies pubblicitarie che con essi foraggiano i “media”?

E’ incomprensibile – continua Osservatorio Antiplagio – che il Parlamento Europeo abbia pensato alle calorie, alla guida, alle donne incinte ed alle sbronze, e non ad indicare nelle etichette quante e quali patologie irreversibili provochi l’alcol: pancreatite, cirrosi epatica, epilessia, disturbi cardiovascolari, disturbi della memoria, lesioni dell’apparato gastro-intestinale, coma etilico, ecc. Per non parlare dell’istigazione al consumo, soprattutto a danno dei minori, sollecitata dalle bevute senza limiti nei pub e dalle pubblicità, su cui i parlamentari hanno proposto un insignificante monitoraggio, forse ignari del fatto che è un fenomeno incontrollabile: sia nei “media” tradizionali, che sul web.

L’ Osservatorio Antiplagio promuoverà una petizione indirizzata al Parlamento Europeo, finalizzata a completare la blanda strategia appena approvata.

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