L’ Occhio bionico Australiano può aiutare oltre l’85 % dei non vedenti

Un team di ricercatori australiani ha presentato il  prototipo del primo occhio bionico al mondo. Il dispositivo, che coinvolge un microchip impiantato nel cranio e una telecamera digitale collegata ad un paio di occhiali, consentirà ai non vedenti di vedere i contorni del loro ambiente. In caso di successo, l’occhio bionico ha il potenziale per contribuire ad aiutare oltre l’85 % di quelle persone classificate come legalmente cieche. Il dispositivo, sviluppato da una squadra multidisciplinare della Monash University di Melbourne, è stato già creato in forma di prototipo e funziona in laboratorio, ha detto ieri il responsabile del progetto, Jeffrey Rosenfeld, in una relazione alla riunione scientifica annuale dall’American Association for Neurology Surgeons a Washington.

Il Professor Rosenfeld – spiega – Dovendo operare con un numero limitato di elettrodi per veicolare informazioni, il congegno deve essere programmato per selezionare quali informazioni raccoglie e trasmette. Per fare ciò, i ricercatori hanno ricreato quello che la persona potrebbe vedere dopo l’impianto degli elettrodi nel cervello. Hanno quindi sviluppato un programma di computer che riprende un’immagine da una videocamera e seleziona le informazioni importanti prima di tradurle nel ‘formato di punti’ che il cervello riceverebbe se eccitato dagli elettrodi. Il ‘formato di punti’ viene poi sperimentato su persone vedenti usando occhialini di realtà virtuale. “L’idea è di tagliar fuori la parte confusa o non necessaria nell’immagine e presentare solo l’informazione importante”, inoltre, “C’è una telecamera nella parte anteriore e la telecamera è in realtà molto simile ad una telecamera di iPhone, così riprende azioni vive a colori”, conclude Rosenfeld.

Una telecamera digitale incorporata negli occhiali catturerà le immagini. Un sensore di movimento dell’ occhio impiantato negli occhiali dirigerà la telecamera con i il movimento della testa. Processori digitali modificheranno le immagini catturate dalla telecamera. Un trasmettitore wireless presenterà poi l’immagine che si sta “guardando” ad un chip che è stato impiantato nella parte posteriore del cervello Il chip andrà quindi direttamente a stimolare la corteccia visiva del cervello con segnali elettrici utilizzando una serie di microelettrodi. Il cervello imparerà a interpretare questi segnali come vista.

Una sfida che i progettisti hanno dovuto superare è stata garantire che il prodotto fosse leggero , regolabile e consentisse agli utenti di sentirsi a proprio agio. “Vogliamo renderlo comodo , leggero e regolabile in modo che si adatti alle diverse dimensioni e forme della testa e abbia un aspetto piacevole,” ha spiegato Jeffrey Rosenfeld ” non vogliamo fili volanti intorno alla testa dell’utente. “Ha bisogno di look sofisticato e appropriato, probabilmente che assomigli meno ad una protesi e più ad un dispositivo Bluetooth .” Il primo impianto è in programma per l’anno prossimo, che sarà seguito da un team per studi clinici, di ricerca e feedback dell’utilizzatore . Lo sviluppo di un occhio bionico era una delle aspirazioni da portare a termine per il 2020, secondo il congresso tenuto nel 2008. Le sperimentazioni umane coinvolgeranno cinque pazienti che hanno perso la vista, sui quali saranno impiantati i tasselli nella corteccia visiva del cervello. “E’ possibile impiantare diversi tasselli, in modo da contare su diverse centinaia di elettrodi. Più saranno gli elettrodi, più dettagliata sarà l’immagine”, ha spiegato Rosenfeld, dell’Istituto di Ingegneria Medica della Monash University.

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