La Soia nascosta nella nostra dieta, ogni cittadino europeo ne consuma 57 kg ogni anno tra carne, pesce e latticini

La soia: il cibo ideale per un’alimentazione equilibrata. Un nuovo rapporto di ricerca commissionato dal WWF evidenzia come il cittadino europeo consumi in media 61 kg di soia ogni anno, di cui il 93% (57 kg) ‘nascosto’ nei mangimi utilizzati nell’allevamento di quegli animali che compongono la nostra dieta di carne, pesce e derivati. La quantità maggiore di soia (109 g per 100 g di prodotto) è “contenuta” nei petti di pollo, seguiti dalle uova (35 g di soia ogni 55 g), dai tranci di salmone (59 g ogni 100 g), dalle braciole di maiale (51 g di soia ogni 100 g di carne), dagli hamburger (46 g per ogni 100 g) e dal formaggio (25 g di soia per 100 g di formaggio).

Queste e altre informazioni sono state rese note alla vigilia della conferenza annuale della Tavola Rotonda per la Soia Responsabile (RTRS, Round Table on Responsible Soy) che si svolge a Brussels il 18 e 19 maggio. Le statistiche sul consumo di soia nell’UE, presentate nelle infografiche, sono tratte dal nuovo rapporto del WWF, Mapping the Soy Supply Chain in Europe.

La soia è una delle principali colture della filiera alimentare mondiale e pur essendo utile , dato l’alto contenuto proteico, se coltivata in maniera irresponsabile può avere impatti negativi sulle popolazioni e sull’ambiente. Negli ultimi 50 anni la soia ha visto uno sviluppo esplosivo purtroppo a spese di milioni di ettari di foresta, prateria e savana che sono stati convertiti ad uso agricolo, in particolare in Sud America, come risultato diretto e indiretto del boom della soia. “La maggior parte dei consumatori europei non ha idea di quanta soia sia contenuta nella carne, nei latticini, nelle uova e nei pesci di allevamento che consuma ogni giorno” dichiara Sandra Mulder, responsabile del gruppo di lavoro sulla soia del WWF “Ancora minore è la consapevolezza di quanto la soia ‘nascosta’ abbia avuto un impatto devastante su alcuni dei più preziosi ecosistemi del mondo, come l’Amazzonia, il Cerrado e il Gran Chaco.”

“Per il WWF è necessario che le aziende europee che acquistano soia o prodotti derivati da animali allevati con la soia, assumano rapidamente l’impegno a rifornirsi esclusivamente di soia coltivata responsabilmente. Questa scelta renderebbe chiaro ai produttori in Sud America che i consumatori europei vogliono esclusivamente quella soia che non sia stata prodotta a spese della natura, dei lavoratori o delle comunità locali”. “È giunto il momento per i consumatori di essere consapevoli di quanto le loro scelte quotidiane possano essere associate a pratiche irresponsabili. Le aziende che immettono nel mercato simili prodotti non possono più attendere e devono agire immediatamente. Le aziende leader nella distribuzione e nella produzione lattiero-casearia stanno già dando prova del fatto che rifornirsi di soia prodotta in maniera responsabile è tanto possibile quanto praticabile.”

Attraverso il ‘frigo virtuale’ il WWF invita i consumatori europei ad agire e a contattare direttamente i propri supermercati preferiti, i fast food e le aziende per chiedere loro di rifornirsi esclusivamente di soia responsabile, ossia quella prodotta secondo gli standard della Round Table for Responsible Soy, oppure, dove si preferisca la soia non OGM, secondo gli schemi della RTRS-non GM o ProTerra. Il WWF inoltre consiglia di non consumare proteine animali in quantità superiori a quelle indicate dalle linee guida nazionali per una sana alimentazione.

Nel 2014 il WWF ha pubblicato la Soy Report Card nella quale sono valutati i progressi di 88 aziende europee tra cui distributori, trasformatori, produttori di carne, uova e mangimi, arrivando alla conclusione di come le aziende europee non stiano facendo abbastanza per promuovere la produzione responsabile di soia. Il WWF pubblicherà nel 2016 una nuova edizione della Soy Report Card, con valutazioni aggiornate sui progressi delle imprese europee rispetto all’acquisto di soia prodotta in maniera responsabile.

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