Mipaaf: OK da Commissione Ue ai primi 4 Psr e al programma della Rete Rurale Nazionale

Il Ministero delle politiche agricole comunica che la Commissione europea ha dato il via libera ufficiale ai primi cinque programmi di Sviluppo rurale. Sono stati approvati il programma della Rete Rurale Nazionale (59,7 milioni di Fondi comunitari) e i programmi regionali di sviluppo rurale (PSR) del Veneto (510 milioni), Emilia Romagna (513 milioni), Toscana (414 milioni) e Provincia Autonoma di Bolzano (158 milioni).

Le risorse comunitarie rese così disponibili ammontano, per l’intera programmazione 2014-2020, a oltre 1,64 miliardi di euro di fondi Feasr, che salgono a circa 3,8 miliardi tenendo conto del cofinanziamento nazionale.

“Il via libera della Commissione è una buona notizia per i nostri agricoltori – ha spiegato il Ministro Martina – che avranno a disposizione risorse per investire su strumenti innovativi per la produzione e per l’ammodernamento delle aziende. Con i fondi destinati alla rete rurale saranno possibili investimenti per migliorare le attività di supporto alle imprese”. I programmi approvati oggi dalla Commissione Ue coprono circa il 18% delle risorse messe complessivamente a disposizione dell’Italia fino al 2020, che ammontano a circa 21 miliardi grazie al cofinanziamento nazionale.

La campagna è un luogo in comune. Attorno all’agricoltura, che ne è il cuore, lo sviluppo delle aree rurali è un beneficio per tutti i cittadini. Nelle aree rurali europee, che ricoprono il 50% del territorio, ci sono infatti 25 milioni di agricoltori che garantiscono, ogni giorno, la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare sulle nostre tavole. Ma l’Unione Europea, attraverso la Politica Agricola Comune (PAC), sostiene non solo la produzione di materie prime alimentari, ma anche la crescita economica e sociale delle aree rurali.

Le priorità dello sviluppo rurale: promuovere conoscenza e innovazione; favorire competitività e redditività delle imprese; migliorare l’organizzazione delle aziende (dal benessere degli animali alla trasformazione dei prodotti, fino alla commercializzazione e alla gestione dei rischi del settore); presidiare il territorio e la sua biodiversità; utilizzare efficientemente le risorse e ridurre le emissioni di CO2; favorire l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali. Tutto questo, nella pratica, in Italia verrà realizzato attraverso i Programmi di Sviluppo Rurale regionali che, da qui al 2020, metteranno a disposizione dei cittadini 20,8 miliardi di euro.

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