Samantha Cristoforetti, il primo astronauta a bere in orbita un autentico espresso italiano

Samantha Cristoforetti è diventata non solo la prima donna italiana ad andare nello spazio, ma anche il primo astronauta della storia a bere in orbita un autentico espresso italiano. Infatti, grazie alla rivoluzionaria macchina ISSpresso, la Cristoforetti e i membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno potuto gustare un autentico espresso Lavazza, utilizzando proprio le stesse capsule di caffè Lavazza che si trovano sulla Terra.

Il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, – spiega – ”l’esperimento è un’opera di elevata ingegneria, frutto di una collaborazione tra pubblico e privato che ha prodotto soluzioni innovative: porteranno non solo benefici psicologici immediati per gli astronauti, ma importanti ritorni positivi sulla Terra e vantaggi tecnologici per le future missioni spaziali”.

ISSpresso è la prima macchina espresso a capsule in grado di lavorare nelle condizioni estreme dello spazio, e prende il suo nome dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) su cui è stata installata. Nasce da un progetto di Lavazza e Argotec, l’azienda ingegneristica italiana specializzata nella progettazione di sistemi aerospaziali e leader europea nella preparazione di alimenti sani e nutrienti da consumare nello spazio. È un vero gioiello tecnologico e ingegneristico, in grado di erogare un espresso a regola d’arte in assenza di peso. Una sfida tecnologica che soddisfa requisiti molto severi, imposti dalla NASA e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in termini di funzionalità tecnica e di sicurezza. Si tratta di un importante traguardo scientifico e ingegneristico che sta aiutando a migliorare le conoscenze sui principi di fluidodinamica e sulle condizioni in microgravità, oltre a contribuire al miglioramento della qualità della vita degli astronauti sulla ISS.

Un altro record di ISSpresso è stato la sua realizzazione in tempi molto brevi, circa 18 mesi, rispetto alla media dei progetti spaziali. La macchina è così complessa da raggiungere un peso di circa 25 chilogrammi in quanto tutti i componenti critici sono stati ridondati per questioni di sicurezza, secondo le specifiche concordate con l’ASI. L’innovativo sistema a capsule è in grado di preparare anche il caffè lungo e le bevande calde, come tè, tisane e brodo, consentendo la reidratazione degli alimenti. Alcune delle soluzioni adottate hanno portato a brevetti internazionali, che potranno essere utili sia per le successive missioni spaziali, sia per un utilizzo terrestre.

 
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