sTortura: Perché l’Italia non sa punire la tortura ed è incapace di una riforma democratica delle forze di polizia

Un mese fa la Corte europea per i diritti umani ha detto che l’Italia è il Paese della tortura, giudicando il ricorso di Arnaldo Cestaro, una delle vittime della “macelleria messicana” all’interno della scuola Diaz, durante i giorni del G8 di Genova, nel luglio del 2001.

“L’onta per il Paese è grande. Da Genova a Strasburgo, dal G8 al giudizio della Corte, corrono quattrodici anni di inchieste, processi, denunce pubbliche e proposte che non sono però serviti a rendere coscienti le istituzioni italiane della profonda crisi delle nostre forze dell’ordine, e quindi della nostra malandata democrazia” scrive l’autore Lorenzo Guadagnucci, il giornalista che era presenta quella notte all’interno della scuola Diaz, autore per Altreconomia nel 2002 del libro “Noi della Diaz”.

“sTortura”, scrive Guadagnucci, “non ha altra ambizione se non mettere in fila, come in una pagina di appunti, le persuasioni (e alcuni propositi) maturati negli anni, dal G8 di Genova in poi, attraverso l’impegno per l’affermazione dei diritti umani e delle libertà civili, un impegno che si è nutrito del confronto con numerose persone e organizzazioni alle quali andrebbe chiesto, a questo punto, di fare un deciso passo avanti e di scuotere istituzioni che paiono stordite dalla propria pluriennale ignavia”.

Nel suo saggio, Guadagnucci riflette intorno ai limiti della legge sulla tortura approvata frettolosamente due giorni dopo la Sentenza di Strasburgo dalla Camera dei deputati, e attualmente in discussione in commissione Giustizia al Senato. Dalle pagine del pamphlet, Guadagnucci rilancia l’esigenza un’inchiesta parlamentare sullo stato di salute democratica delle nostre forze dell’ordine, delle quali -spiega- “sappiamo pochissimo, come ha dimostrato la vicenda dell’agente Fabio Tortosa e della sua rivelatrice ‘rivendicazione’ via Facebook dell’impresa compiuta nel 2001 alla Diaz”.

“sTortura” verrà presentato a Milano, lunedì 11 aprile, nel corso dell’incontro pubblico “Dal sangue della Diaz al reato di tortura”, in programma alle 21 alla Casa della Cultura, in via Borgogna 3, con la partecipazione di Guadagnucci, Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, Vittorio Agnoletto e di Enrico Zucca, pubblico ministero del processo Diaz ed editorialista di Altreconomia.

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