Xylella: eradicare migliaia di ulivi è assurdo e inaccettabile

L’ipotesi di eradicare migliaia di ulivi per arginare la diffusione della xylella fastidiosa, il cosiddetto batterio killer che l’Ue impone di fermare con ogni mezzo e senza alcuno scrupolo, ha risvegliato nei salentini l’amore per la propria terra. Un amore ancestrale, sanguigno, che non ha nulla a che fare con le abusate manifestazioni folcloristiche dell’ultimo decennio.

E’ assurdo e inaccettabile pensare di eradicare tutte le piante infette più tutte quelle “ospiti” a una distanza di cento metri a prescindere dallo stato di salute, poiché questa soluzione avrebbe costi improponibili e causerebbe danni economici e ambientali inaccettabili, oltre a rischiare di spazzare via centinaia di anni di storia delle aree del Salento. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare le misure anti-Xylella varate dal Comitato per la salute delle piante dell’Unione Europea che dovrà ora essere formalmente adottata dalla Commissione per l’entrata in vigore prevista è circa entro un mese dalla data odierna.

Sul fronte istituzionale occorre accelerare l’iter per il riconoscimento dello stato di calamità avviato dal Parlamento per poter alleviare il problema delle scadenze contributive e fiscali per le aziende agricole colpite dalla calamità, oltre a quelle relative al pagamento dei mutui. Da parte nostra siamo mobilitati per arginare il contagio – precisa Moncalvo – con la diffusione capillare di buone pratiche agricole, ma anche con il sostegno e il coordinamento dell’attività di ricerca fondamentali per difendere le 11 milioni di piante millenarie del Salento e salvare un bene della Puglia, dell’Italia e dell’intera Umanità.

 

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