Alfa Romeo, la rinascita di Giulia parte da Cassino

Il 24 giugno, al Museo dell’Alfa Romeo alle porte di Milano, Sergio Marchionne e alcuni top manager del gruppo alzeranno il velo sulla futura berlina davanti a centinaia di invitati da tutto il mondo. A Wall Street si chiacchiera di un Sergio Marchionne che studia come andare all’assalto della General Motors, alleandosi con gli aggressivi hedge fund, ma in tanti giurano che la sua concentrazione sul lancio della prima Alfa del nuovo corso sia massima. Il nome ancora è top secret – Giulia è il favorito – ma di sicuro si sa che l’auto sarà una tre volumi aggressiva, pensata per entrare in diretta competizione, soprattutto sul mercato nord-americano, con le parigrado delle tre marche premium tedesche Audi, Bmw e Mercedes.

In realtà, l’obiettivo numero uno sembra la Serie 3 della Bmw, la più venduta al mondo dal gruppo bavarese. La produzione partirà probabilmente in ottobre, il debutto sul mercato è ipotizzabile per febbraio-marzo 2016. Ad Arese saranno esposti 4 o 5 nuovi esemplari ma nessuno li potrà guidare, e forse neppure sbirciarne l’abitacolo.

La consegna del silenzio è ferrea, a Modena come a Cassino. La trazione è posteriore – come per tutte le future Alfa, alcune delle quali saranno 4×4 – il telaio nuovo di zecca, e pare che verranno adottate innovative soluzione tecniche per le sospensioni, sia in termini di geometrie che di materiali. Gli addetti ai lavori ipotizzano il sofisticato ricorso al “falso quadrilatero”. Incalzati dal responsabile tecnico del progetto, il mago delle sospensioni francese Philippe Krief, i tecnici stanno pensando soprattutto alle performance. La nuova Alfa dovrà essere eccitante da guidare e stare incollata a terra, specie se a spingerla ci sarà il potente propulsore V6 di 3 litri, parente stretto di quello, di derivazione Ferrari, che equipaggia la Maserati Ghibli. Il secondo motore a benzina è un 2 mila, declinato in varie potenze. Entrambi saranno prodotti a partire dall’autunno nella fabbrica di Termoli, in Molise. Nessuna informazione, invece, sui motori a gasolio. Circolano voci su un 2,2 litri prodotto dalla VM di Cento (Ferrara) ma anche su un altro diesel che potrebbe essere costruito nella fabbrica campana di Pratola Serra.

La speranza di nuove assunzioni, com’è avvenuto a Melfi, oltre che del rientro più rapido possibile per i cassintegrati. «Oggi un dipendente lavora 6-7 giorni al mese e porta a casa 1.000-1.200 euro, contro i 1.400 -1.500 del tempo pieno», sostiene Tommaso Valente, sindacalista Fismic, per 34 anni operaio in Fiat. “Se la Giulia parte davvero in autunno, tutti i lavoratori rientreranno entro febbraio 2016 e prevediamo che già alla fine del prossimo anno la produzione salirà a 260-270 mila unità”, è la professione d’ottimismo di Francesco Giangrande, 18 anni da operaio in verniciatura e ora segretario provinciale Uilm, la sigla più forte nello stabilimento laziale, dove i dipendenti sono 4.100. Sul fronte delle nuove entrate, per ora quelle sicure dovrebbero riguardare 30 diplomati selezionati dopo una raffica di test.

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