Combattimenti tra cani a Napoli, Lav: drammatica ripresa del fenomeno

“Questa operazione è la conferma che i combattimenti tra cani rappresentano ancora una realtà criminale diffusa e preoccupante, per questo occorre vigilare, perché si tratta di un fenomeno socialmente pericoloso, con un forte potenziale criminale, che non deve essere sottovalutato” dichiara il dott. Ciro Troiano, criminologo responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV in relazione all’operazione della Polizia Postale di Napoli che ha portato alla denuncia di quattro persone, tra cui un minorenne, responsabili a vario titolo di sevizie e maltrattamenti a cani, finalizzati all’organizzazione di combattimenti, nel corso dei quali avvenivano scommesse clandestine con puntate di elevato importo.

“La pericolosità che hanno questi criminali si evince anche dall’uso sfrontato dei social network per diffondere video, raccogliere scommesse e consensi, e vendere i cani lottatori. E’ una criminalità, – prosegue Troiano – quella dei combattimenti, aggressiva, violenta e pericolosa. Un fenomeno così complesso, che vede coinvolti anche minorenni, necessita di un’attenta analisi e di un’efficace azione di contrasto ”.
I combattimenti venivano ripresi con gli smartphone e divulgati in rete sui più noti social network, per promuovere tra gli scommettitori, e rendere disponibili alla vendita, i cani più forti. L’indagine è coordinata dalle Procure di Napoli, Santa Maria Capua Vetere (CE) e dalla Procura dei Minori del capoluogo campano. Negli ultimi anni, proprio in Campania si sono registrati segnali che indicano una ripresa del fenomeno, con operazioni che hanno portato alla denuncia di diverse persone e al sequestro di cani lottatori.

“Le indagini svolte nel corso degli anni a livello nazionale hanno fatto emergere una realtà molto, composita nella quale confluiscono molteplici interessi e diverse tipologie di persone, per questo è necessario prestare massima attenzione e indagare senza lesinare risorse. Come ribadiamo da tempo, occorre potenziare la normativa sulla tutela penale degli animali, in particolare per i reati zoomafiosi. In ogni caso, siamo grati alla Polizia postale e ai magistrati che hanno dato impulso all’inchiesta, e annunciamo fin da ora che ci presenteremo
parte civile al processo”, concludeTroiano.

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