Giornata mondiale degli oceani: meno del 4% nel Pianeta è protetto

La Giornata Mondiale degli Oceani mette in luce il contributo complesso che gli oceani danno alla società. E’ anche un’opportunità di riconoscere le considerevoli sfide che ci troviamo a fronteggiare nel salvaguardarne la capacità di regolare il clima globale, garantire sostegno essenziale agli ecosistemi, e risorse per alimentare il ciclo vitale. Secondo il Wwf, ogni dollaro investito ne renderebbe almeno tre: le attività umane stanno lasciando un segno nella vita degli oceani e dei mari. Ecosistemi marini vulnerabili, come i coralli, e risorse ittiche importanti sono minacciate da ipersfruttamento, pesca illegale e non regolamentata, pratiche di pesca distruttive, specie aliene invasive, e inquinamento marino, che proviene soprattutto da fonti terrestri. Un’ulteriore assalto alle forme di vita marine, alle comunità costiere e insulari e alle economie nazionali è posta dall’incremento del livello della temperatura dell’acqua, dall’aumento dellivello dei mari e dall’acidificazione dei mari.

Gli oceani sono inquinati, ma in pochi sono al corrente di quale sia la reale situazione nella sua globalità. Mai prima di adesso si era saputo ciò che finalmente ora è noto: le aree marini protette tutelano meno del 4% degli oceani. Il restante 96% delle superfici oceaniche e marine è invece contaminato a dall’attività umana. Il dato emerge da una ricerca commissionata dal Wwf all’università di Amsterdam in occasione della Giornata mondiale degli oceani, che ricorre l’8 giugno.

Lo studio ha preso in esame l’estensione delle aree marine protette al 10 e al 30% degli oceani, scoprendo che il ritorno in termini economici sarebbe tra i 490 e i 920 miliardi di dollari nel periodo 2015-2050. Accanto ai benefici materiali, la tutela potrebbe arginare alcuni dei fattori che minacciano gli oceani, sottoposti a pesca eccessiva, inquinamento e distruzione degli habitat. Altra fonte di pericolo è l’acidificazione delle acque causata dal cambiamento climatico, che ha impatti severi sulle barriere coralline e gli altri ecosistemi marini.

“Non possiamo continuare con il sovrastruttamento e il sottoinvestimento”, ha detto Marco Lambertini, direttore generale del Wwf internazionale. “Gli oceani stanno collassando davanti ai nostri occhi, ma la buona notizia è che esistono gli strumenti per risolvere il problema. Esempi reali provano che le aree marine protette funzionano, e solide analisi economiche dimostrano che vale la pena di investire”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie