Gli agricoltori del Mondo si incontrano ad Expo, sicurezza alimentare e clima al centro dei lavori

Si è aperta ieri 24 giugno l’Assemblea generale dell’Oma, l’Organizzazione mondiale degli agricoltori, che raggruppa le organizzazioni della rappresentanza agricola del pianeta.“La grande sfida globale di Expo 2015 si vince con un’agricoltura più forte e più aggiornata ai tempi, più evoluta e modernizzata, più attenta all’innovazione e che attrae investimenti”. Lo ha detto il presidente ella Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo alla cerimonia di apertura della V Assemblea dell’Oma, l’Organizzazione Mondiale degli Agricoltori, al Politecnico di Milano.

“Il fatto che l’Assemblea si tenga a Milano non è trascurabile – ha detto Guidi -. Qui si sta dibattendo da ormai due mesi della sfida globale di “Nutrire il Pianeta”. Qui i rappresentanti degli agricoltori di tutto il mondo discuteranno di come essi vedono la Carta di Milano e di quanto sia importante il loro ruolo ed il loro apporto per vincere la sfida. Nell’era della globalizzazione e della diseguaglianza sociale ed alimentare spesso gli agricoltori del mondo si sono trovati in competizione fra loro. Per una volta, invece, dobbiamo essere uniti per affermare la nostra visione della sostenibilità di questo Pianeta, consapevoli del contributo che possiamo portare”.

Il presidente di Confagricoltura ha ricordato che la “questione alimentare” parte dalla terra e da chi la gestisce. Oggi su circa 13 miliardi di terra emersa, 1,5 miliardi (il 12%) sono costituiti da terra coltivata, a cui si aggiungono 3,4 miliardi di prati e pascoli permanenti e altri 4 miliardi di ettari di foreste, non di rado gestite da agricoltori. “Il ruolo degli agricoltori – ha continuato Guidi – è ormai fondamentale anche nella produzione di quelle filiere non alimentari che sono ormai essenziali beni di consumo e nello svolgere quelle funzioni di multifunzionalità che consentono di preservare l’ecosistema, evitare i dissesti e gestire un paesaggio fruibile, con benefici per tutta la collettività. Senza dimenticare che promuovere una produzione agricola moderna ed innovativa significa anche evitare perdite e sprechi nella catena alimentare “dalla terra alla tavola”.

Oggi, ci sarà la nomina del nuovo presidente e poi venerdì inizieranno le sessioni di approfondimento. In successione sui seguenti temi: “Rispondere ai 9 miliardi della popolazione mondiale con soluzioni sostenibili, eque e inclusive”; “Soluzioni intelligenti per fronteggiare l’evoluzione del clima”; “Incontrare le crescenti sfide dell’agricoltura con soluzioni innovative”; “Dall’azienda al mercato, rispondere all’impegno sociale da una prospettiva agricola”. Il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, quest’oggi porterà un messaggio di benvenuto ai colleghi provenienti da ogni angolo del mondo, per poi intervenire nella sessione dedicata al tema dell’innovazione venerdì 26 giugno. La delegazione designata dalla Confederazione per prendere parte all’Assemblea dell’Oma è composta, oltre che dal presidente Scanavino, dai vicepresidenti nazionali Cinzia Pagni e Alessandro Mastrocinque, dal responsabile per i rapporti con il territorio Alberto Giombetti e dalla responsabile dell’ufficio internazionale Cristina Chirico.

Guidi si è quindi soffermato su alcuni passaggi rilevanti della Carta di Milano che a suo parere potrebbero ispirare i lavori dell’ Assemblea.

La Carta riconosce la centralità degli agricoltori nel produrre cibo e nutrizione. E non fa differenze tra piccoli e grande imprese, in quanto a diritti e doveri. Tutta l’agricoltura, anche quella ingiustamente criticata come “industriale”, ha una funzione essenziale e tutte le attività devono essere basate sulla conoscenza e la pratica. Ci sono poi alcuni impegni nella carta di Milano che non possono essere lasciare intentati, come promuovere strumenti che difendano e sostengano il reddito di agricoltori, allevatori e pescatori, potenziando gli strumenti di organizzazione e cooperazione; sviluppare un sistema di commercio internazionale aperto, basato su regole condivise, e non discriminatorio, che offra nuove opportunità di crescita alle imprese agricole e che sia capace di creare le condizioni per una migliore sicurezza alimentare globale; aumentare le risorse destinate alla ricerca, al trasferimento dei suoi esiti, alla formazione e alla comunicazione. “Sono impegni essenziali – ha concluso il presidente di Confagricoltura – perché sottoscrivendo la Carta di Milano stiamo chiedendo a viva voce politiche di apertura dei mercati e più ricerca ed innovazione che migliorino la produzione e la produttività, ma anche la qualità dei nostri prodotti agricoli”.

 

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie