Il nuovo futuro del vetro: hi tech

Qual è il legame tra vetro ed elettronica? Due settori questi che forse nella nostra mente sembrano non adatti ad incontrarsi nè tantomeno a fondersi. Non è così, la sfida è stata raccolta da Vitrum, Salone Internazionale dedicato a macchine, attrezzature speciali e prodotti per la lavorazione del vetro che con la collaborazione del Politecnico di Milano e l’Università di Scienze e Arti applicate di Friburgo, ha l’obiettivo di dar vita a prodotti di nuova concezione e del tutto innovativi. Nasce dunque un workshop che, grazie ad una progettazione ad hoc svilupperà usi nuovi del materiale.

Attraverso il workshop, rivolto agli studenti del Corso di Laurea di Design del Prodotto Industriale, viene richiesto di progettare e sviluppare nuove possibili “fusioni” tra vetro, tecnologie elettroniche ed informatiche per dar vita a prodotti di nuova concezione. Una strada questa che può aprire nuovi orizzonti in merito alla lavorazione del vetro.

Vitrum 2015, che si terrà dal 6 al 9 Ottobre, presso la zona espositiva di Rho Fiera Milano, saranno dunque presentate idee e prototipi funzionanti progettati e sviluppati dagli studenti e con la collaborazione di importanti aziende della filiera del vetro.

Giuseppe Andreoni, professore associato presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano e coordinatore del Gruppo di Ricerca TeDH del Dipartimento di Design spiega: “Il vetro è un materiale nobile che oggi abbiamo l’opportunità di rivisitare attraverso la collaborazione didattica tra università e industria. Queste due
entità si parlano ancora troppo poco, ma in questa occasione possono condividere e mettere a frutto le proprie migliori capacità creative, progettuali e manifatturiere”. Mentre Dino Zandonella Necca, Presiedente di Vitrum commenta: “Vogliamo fornire ai visitatori un panorama dello stato dell’arte dell’industria del vetro, stimolare l’industria a valutare il total cost of ownership piuttosto che il prezzo di acquisto di un prodotto, fornire degli spunti di riflessione su possibili sviluppi tecnologici e di prodotto, dare una visione storico-culturale del settore”.

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