“Il salto della pulce, la rivoluzione dell’usato”

C’era una volta – e c’è ancora – un mercatino dell’usato. “Il salto della pulce” è un libro che si legge come un romanzo e che racconta la storia dell’usato, un’economia popolare vincente: ne è paradigma la vicenda di Ettore Sole, inventore della formula “conto terzi” in Italia ma anche quelle di tanti piccoli grandi imprenditori del riutilizzo: storie vive di persone comuni che sono riusciti – grazie al second hand – a rivoluzionare la propria vita e ad avviare un’attività preziosa per l’ambiente e l’occupazione.

Alla fine degli anni Ottanta Ettore Sole, veronese, era rimasto disoccupato e con famiglia a carico. Per far fronte alle spese, gli era perfino venuto in mente di mettere in vendita la sua amata credenza sul giornale locale di annunci dell’usato. Poi la folgorazione: la chiave non era il giornale, o un’altra “bacheca”, ma un luogo fisico dove poter comprare e vendere i propri oggetti usati. Nasce così Mercatino SRL, il primo “conto terzi” italiano, che – nel tempo – è diventato un franchising e conta 200 punti vendita (www.mercatinousato.com).

Un’economia viva. Secondo il Centro di ricerca economica e sociale dell’associazione Occhio del Riciclone -associazione che promuove studi, ricerche e comunicazione a sostegno del riutilizzo- sono circa 80mila le persone che animano le migliaia di punti vendita di usato sparsi sul territorio italiano. Un mercato che vale – indagine Doxa 2014 – 18 miliardi di euro (l’1% del PIL). L’usato è importante anche per la riduzione dell’impatto ambientale, associata alla seconda vita degli oggetti: solo Mercatino SRL vende ogni anno milioni di “beni”, pari a 23.722 mila tonnellate di materiali recuperati, con un risparmio di oltre 107mila tonnellate di CO2. (Occhio del Riciclone-Mercatino Srl 2013, www.occhiodelriciclone.com). 
 Spiega l’altra “voce narrante”, Pietro Luppi, tra i fondatori di Occhio del Riciclone: “L’usato funziona bene e si evolve sia in tempo di crisi che in tempo di prosperità. Quando c’è crisi aumenta la vendita di frazioni merceologiche legate all’uso quotidiano; quando invece c’è prosperità, l’usato stesso ne beneficia: la rotazione delle merci nuove è rapida e il mercato tende a specializzarsi in antiquariato, modernariato e collezionismo”.

Una seconda mano contro la crisi. Nel libro si incontrano tutte le differenti “anime” dell’usato, rigattieri e svuota-cantine, mercati storici e delle pulci come Porta Portese, fiere come la napoletana Bidonville, piccole botteghe, grandi magazzini di usato conto terzi, ambulanti rom, cooperative sociali e associazioni. Personaggi vividi come Moussa e Dominique, la “formica” e il “leone”, due migranti con storie speculari ma diverse gettati nell’arena dei vestiti di seconda mano. Scrive Guido Viale, economista, autore della prefazione: “Il ‘salto della pulce’ è la traiettoria che porta un’attività da sempre ritenuta residuale, il recupero e il commercio dell’usato a occupare invece il centro di una nuova concezione e di nuove pratiche nei campi del lavoro, del consumo, del nostro rapporto con l’ambiente e con la vita: concezione e pratiche capaci di contendere l’egemonia, alla bulimia di un sistema produttivo, di una gestione del mercato e di un controllo sulle nostre vite, dominato dagli interessi di poche imprese multinazionali”.

I capitoli del “romanzo dell’usato”. “Il salto della pulce” è un libro ricchissimo di storie personali ed esperienze collettive che – citando ancora Viale – in molti casi hanno un valore non solo economico ma anche politico. Eccone alcune: “… il commercio internazionale (Nord-Sud del mondo) degli abiti usati, stretto nell’alternativa tra valorizzazione della rete di relazioni personali patrimonio dei migranti e il potere ricattatorio delle mafie ; la scoperta che il mercato, quello vero, dove ci si incontra e si discute personalmente tra venditori e acquirenti, è in realtà produttore di autentica socialità; la ‘riscoperta’ della quantità di beni a disposizione di un possibile riuso, stimolata dal ritorno in un mondo dominato dallo spreco dell’usa-e-getta dopo un’esperienza di vita nelle società dove manca anche il necessario; il lato ‘scientifico’, fondato sull’inchiesta e sulla valorizzazione dei saperi di c hi vi lavora da anni; l’importanza di una cultura della manutenzione; le infinite potenzialità di riscatto offerte dal mondo dell’usato a chi è stato relegato ai margini della società, o fuori di essa; il lavoro ai fianchi delle istituzioni, per strappar loro consenso e sostegno a quelle che sono le condizioni irrinunciabili affinché il mercato dell’usato possa prosperare. E, infine, la riconciliazione tra lavoro e ambiente”.

Le novità normative. “Il salto della pulce” fa il punto sulle importanti battaglie sociali, ambientali e politiche per far “emergere” e valorizzare il settore, condotte con fantasia e caparbietà da Occhio del Riciclone e dai cosiddetti “caschi blu dell’usato” della Rete nazionale operatori dell’usato (www.reteonu.it). 
Un’importante novità normativa, che potrebbe diventare legge entro la fine dell’anno, è il testo dell’attuale articolo 15 del “Collegato ambientale alla legge di stabilità”, già votato dalla Commissione XIII del Senato lo scorso 4 giugno, con alcuni emendamenti in corso di approvazione.

Nell’articolo “Accordi di programma e incentivi per l’acquisto dei prodotti derivanti da materiali post consumo”, al comma 2, punto a) si prefigura “l’erogazione di incentivi in favore di attività imprenditoriali di produzione di beni derivanti da materiali post consumo riciclati, con priorità per i beni provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti per i quali devono essere perseguiti obiettivi di raccolta e riciclo nel rispetto del presente decreto e della normativa dell’Unione europea, e l’erogazione di incentivi in favore di attività imprenditoriali di preparazione dei materiali post consumo per il loro riutilizzo e di attività imprenditoriali di commercializzazione di prodotti e componenti di prodotti reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti”; aggiungendo poi che “tali incentivi sono configurati in termini di credito di imposta, detrazi one fiscale o riduzione IVA, commisurati al valore del bene prodotto”. Spiega Sebastiano Marinaccio, presidente di Mercatino SRL (che segue l’iter della legge per la Rete ONU ): “Se la normativa non verrà annacquata dai passaggi in Senato e poi alla Camera, si tratta in primis di un importantissimo riconoscimento per l’esistenza della categoria. Non di minor rilevanza gli incentivi, che testimoniano se ce ne fosse bisogno come la nostra attività sia un fattore primario di prevenzione, rispetto al ‘trattamento’ dei rifiuti”.

Un nuovo rapporto tra gli umani e i beni fisici. Così chiosa Viale: “Imprenditorialità creatrice, occupazione, reddito, riscatto sociale e culturale degli emarginati, salvaguardia dell’ambiente e delle risorse – e non solo – sono i principali punti di atterraggio di questo salto della pulce; uno, soprattutto, va citato: la scoperta che in un diverso e più intimo rapporto tra gli umani e i beni fisici, le ‘cose’ che occupano le nostre vite quotidiane, c’è il segreto di una modalità di esistenza che restituisce alla socialità e ai rapporti umani il loro statuto di unica, autentica ricchezza”.

 
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