Impianti fotovoltaici dotati di celle realizzate con speciali stampanti in 3D

La tecnologia è sempre più fondamentale anche nel campo dell’energia solare, gli impianti fotovoltaici saranno dotati di celle realizzate con speciali stampanti in 3D per produrre energia verde nelle zone povere del pianeta, dove circa 1,3 miliardi di persone vive senza elettricità.

A sancire una nuova frontiera delle energie rinnovabili e, in particolar modo, di quelle che fruiscono della forza del sole, un gruppo di ricercatori coreani, i quali hanno illustrato i dettagli del nuovo metodo in occasione della World Conference of Science Journalists di Seul, in Corea del Sud, sostenendo come questo tipo di materiale possa conferire alle celle la capacità di emettere una luce a una determinata lunghezza d’onda quando viene a sua volta illuminata. Cosa questo voglia dire è ben chiaro: l’utilizzo della perovksite potrebbe infatti permettere la realizzazione di prodotti in grado di generare energia elettrica se colpiti dalla luce solare.

“Ho visto dal vivo come la tecnologia abbia permesso alle comunità povere urbane dell’India ad accedere all’elettricità off-grid”, ha spiegato Scott Watkins della Kyung-In Synthetic, la ditta coreana che ha sviluppato le nuove celle solari a basso costo. “Il successo è dovuto all’economicità e alla semplicità delle nuove unità: il film per una cella solare grande 10 centimetri per 10 è sufficiente a generare fino a 10-50 watt per metro quadrato”.

Un altro aspetto interessante, è che queste cellule fotovoltaiche sono più efficienti quando sono esposte a condizioni di scarsa illuminazione. Ciò non significa che essi producono più energia quando il clima è nuvoloso rispetto a quando è soleggiato, ma che in tali condizioni sono più efficienti delle fotocellule standard a base di silicio. Con il sole coperto possono infatti raggiungere un’efficenza energetica del 13%, più di ogni altro tipo di cellula fotovoltaica. Questo dato può sembrare basso, rispetto alle tecnologie commerciali tradizionali, che oggi raggiungono un’efficienza massima del 20% quando sono esposti alla luce solare diretta. In effetti i sistemi di classificazione attuali prendono in considerazione solo la massima efficienza e non quella in condizioni nuvolose.

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