Isis: è allarme umanitario nella regione di Anbar, bloccate le condotte della diga di Ramadi

L’Isis blocca le condotte della diga di Ramadi sull’Eufrate, limitando l’afflusso di acqua in alcune località a est della città, le truppe del califfato si lanciano in una guerra dei fiumi. È allarme umanitario nella regione di Anbar. Secondo Sheikh Rafa al-Fahdawi, leader della tribù Albu Fahad, impegnata nella lotta contro l’Isis, il rischio di una crisi umanitaria è concreto e dovrebbe allarmare la comunità internazionale.

“Tagliare l’acqua a Khaldiyah e Habbaniyah porterà a una grave crisi umanitaria, e non solo in queste zone”, ma anche più a sud. Il presidente del consiglio di Anbar ha dichiarato che lo Stato islamico sta cercando di rendere impossibile la vita in questa provincia e che tutti devono intervenire per porre fine alla presenza del gruppo terroristico e alla sue azioni. La minaccia arriva dopo che Hamas ha arrestato nelle scorse settimane più di 100 sostenitori dello Stato islamico nella Striscia di Gaza e ieri ha ucciso un leader salafita locale. Nei giorni scorsi, il sito israeliano Debka ha denunciato la presenza dei jihadisti dell’Is nell’enclave palestinese, riferendo di posti di controllo e severe misure di sicurezza adottate da Hamas soprattutto a seguito della rivendicazione da parte dell’Is dell’omicidio di un proprio esponente di spicco, Sabah Siam, ucciso la scorsa settimana.

I miliziani, stanno utilizzando le barriere di cemento catturate nelle basi militari e nelle stazioni di polizia lealisti per deviare il fiume verso il deserto. Un patrimonio d’acqua buttato, ma per i jihadisti dello Stato islamico la possibile crisi umanitaria e l’esodo degli abitanti sono poco più di un effetto collaterale, abbassando il livello delle acque del fiume, i miliziani potrebbero infiltrarsi con relativa facilità da Ramadi a Khaldiyah per poi raggiungere facilmente le altre zone ancora sotto il controllo di Baghdad.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie