Lampedusa 20 giugno 2015, “celebra la giornata del rifugiato 365 giorni l’anno”

Giornata mondiale del rifugiato, è stato posto uno striscione all’uscita dell’aeroporto di Lampedusa, un messaggio per i turisti che sbarcano sull’isola, che leggeranno questa frase: “20 giugno 2015. Lampedusa celebra la giornata del rifugiato. 365 giorni l’anno”. L’iniziativa è di un nutrito gruppo di cittadini, riunito nel Forum solidale di Lampedusa.

“Ognuno e ognuna può e deve fare esattamente quello che vorrebbe venisse fatto per noi e per i nostri figli se fossimo costretti ad abbandonare le nostre case e le nostre sicurezze”, dice Marta Bernardini, operatrice del progetto Mediterranean hope, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che ha aderito all’iniziativa; “ma al contempo continuiamo a chiedere all’Europa e alle Nazioni unite l’immediata apertura di corridoi umanitari che consentano a queste persone di raggiungere in maniera legale e sicura il paese che essi scelgono per richiedere asilo”. Alle 21 sul corso principale di Lampedusa i partecipanti all’iniziativa leggeranno poesie, lettere e storie che raccontano le vite dei migranti, i loro sogni e le loro speranze.

La Giornata mondiale del rifugiato, data designata nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il diritto di asilo è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalle Convenzioni internazionali e dalla Costituzione italiana. L’Onu conta che sono 60 milioni le persone in fuga dalla guerra. Gente che non ha più nulla nel proprio Paese di origine e pur di scappare da una morte certa affronta viaggi dagli esiti incerti. L’unica motivazione che è rimasta è la sopravvivenza, l’stinto primordiale che costringe l’uomo a prove assurde. Vedendo le immagini dei barconi, della miseria, di queste donne che in piena gravidanza affrontano lunghi viaggi in mare bisognerebbe chiedersi e se fossi io; per annullare le distanze e le polemiche. Nella Giornata mondiale del rifugiato si apra una riflessione internazionale sul destino dell’Europa che non rinneghi le sue radici, fatte di divisioni e morte, e si proceda speditamente verso un sistema di regole condivise che non faccia pagare a questi uomini, donne e bambini così duramente provati anche il peso dell’egoismo europeo.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ha inviato un messaggio:

“Desidero rivolgere il mio caloroso saluto ai rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia ed a tutti coloro – istituzioni, enti locali, aziende, volontari, cittadini – che ne sostengono le attività. La sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle classi dirigenti in relazione al dramma di chi vive quotidianamente gli orrori della guerra, la tragedia delle persecuzioni, la miseria e le migrazioni forzate, contribuisce a combattere l’indifferenza per le indicibili sofferenze di quanti, in cerca di un futuro migliore, sono costretti ad abbandonare il proprio paese.

L’Italia sente alto e forte – da sempre – il dovere di solidarietà nei confronti di chi giunge nel nostro paese, coltivando l’ispirazione e la speranza verso una vita più sicura e un avvenire per sè e per i propri figli. Il nostro Paese continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, con l’auspicabilmente crescente contributo dellUnione Europea e della comunità internazionale. In questo spirito, desidero ringraziare l’UNHCR per il significativo contributo che quotidianamente assicura, con impegno, dedizione e umanità, e formulo voti per le sue attività”.

 
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