Laudato si’, arriva l’enciclica “verde” di Papa Francesco

La ‘casa comune’ che è il creato si sta rovinando e ciò danneggia tutti, specialmente i più poveri”. Tra poche ore sarà presentata la seconda enciclica di Bergoglio, intitolata “Laudato sì, sulla cura della casa comune”. Quasi duecento pagine divise in sei capitoli, con note e citazioni.

Al centro del testo la tutela e la salvaguardia della casa comune. E’ “un appello – ha detto ieri il Pontefice – alla responsabilità in base al compito che Dio ha dato all’essere umano ‘creare e custodire il giardino'”. La “casa comune, il creato, si sta rovinando e ciò danneggia tutti, specialmente i più poveri” ha spiegato papa Francesco. La cosiddetta enciclica verde è rivolta a tutti e va accolta “con animo aperto”. Un appello alla responsabilità che ha già suscitato reazioni in Italia e all’estero, specialmente negli Stati Uniti, dove il candidato alla Casa Bianca Jeb Bush, poco incline ad affrontare i cambiamenti climatici, ha affermato che le scelte di politica ambientale non spettano al Papa.

A presentare il documento nell’aula del sinodo il “ministro della Giustizia” del Papa, card. Peter Turkson, l’arcivescovo di Pergamo Giovanni Zizoulas, uno dei massimi teologi ortodossi viventi, vicinissimo al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo; l’esperto mondiale di cambiamenti climatici Hans Joachim (noto come John) Schellnuber, fondatore e direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, Carolyn Woo, presidente del Catholic Relief Services e già decano del Mendoza College of Business, University of Notre Dame, negli Stati Uniti.

Papa Francesco scrivendo questa enciclica non vuole lasciare la difesa dell’ambiente soltanto agli ecologisti, vuole assumere come compito del vescovo di Roma quello di custodire il creato, casa dell’umanità, spera di coinvolgere tutte le religioni – indipendentemente dalle visioni filosofiche che queste abbiano circa la posizione dell’uomo tra le altre creature – vuole mettere in pratica la teologia del santo di Assisi, della “armonia” tra tutti gli esseri viventi. Un altro elemento importante dell’enciclica è quella che Civiltà cattolica definisce la “tempistica”: il 2015 vedrà in luglio la conferenza di Addis Abeba sullo sviluppo, in settembre la assemblea generale dell’Onu sui nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile, in dicembre la conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici. Tutte occasioni per una inversione di rotta nel consumo esasperato del pianeta, ma anche tutti segnali della urgenza di intervenire.

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