L’India si prepara alla prima Giornata internazionale dello Yoga

L’Onu ha proclamato il 21 giugno “Giornata internazionale dello Yoga” accogliendo una richiesta presentata dal primo ministro indiano Narendra Modi.  È un evento di portata storica se si pensa all’importanza dello Yoga quale strumento pratico per godere di una vita più salutare in tutti i sensi, in 251 città situate in 192 diversi paesi si terranno programmi, lezioni e dimostrazioni di yoga.

“Lo yoga è un dono inestimabile dell’antica tradizione indiana. Essa incarna l’unità di mente e corpo, pensiero e azione, moderazione e realizzazione, l’armonia tra uomo e natura e un approccio olistico alla salute e al benessere. Non si tratta di esercizio, ma di scoprire il senso di unità con sé stessi, il mondo e la natura”- così parlava Modi lo scorso anno, in occasione del suo viaggio a New York, nella sede delle Nazioni Unite, a cui il primo ministro ha suggerito l’idea di istituire una Giornata Mondiale dello Yoga. Asceta, vegetariano e un appassionato di yoga, Modi intende quindi ‘convertire’ tutta l’India a questa disciplina. Egli ha già introdotto la pratica dello yoga nelle scuole, tra gli agenti di polizia e i dipendenti pubblici, a cui i corsi saranno offerti gratuitamente dallo Stato, così come ai loro familiari. Il presidente della repubblica indiano Pranab Mukherjee ha ricevuto a New Delhi la prima copia di un manuale di yoga scritto in braille e rivolto quindi alle persone non vedenti che potranno cosi’ beneficiare per la prima volta direttamente degli effetti positivi di questa disciplina.

Alcuni gruppi musulmani si sono opposti alla diffusione della pratica e delle lezioni di yoga, ma il ministro Swaraj ha chiarito che l’adesione alla Giornata Internazionale dello yoga è da considerarsi volontaria e ricordato che la pratica non deve essere considerata legata ad una religione in particolare. E c’è chi vede in questa operazione di Modi, un’ operazione di marketing, atta ad attrarre i consensi di alcuni guru buddhisti moderni e dei loro seguaci, che rappresentano la maggioranza della classe media urbana.

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