“L’occasione fa l’uomo lardo”, manuale di resistenza contro le frodi alimentari

Il piatto piange. Che cosa mangiamo ogni giorno? Sulla nostra tavola compaiono bresaola di zebù, “Parmesan” e altri epigoni del Parmigiano Reggiano, riso “Karnak”, come denunciato da Carlo Petrini (la Repubblica, 14/06) e molti altri cibi di cui sappiamo poco o nulla. La consapevolezza del resto non è merce che si compra al supermercato: questo libro è un manuale di resistenza, dal campo allo scaffale, dal produttore alla nostra tavola, per difendere i nostri prodotti tipici made in Italy -il Lardo di Colonnata evocato nel titolo e altre eccellenze- minacciati non solo da contraffazioni e frodi, ma anche dalla concorrenza dei pittoreschi prodotti “Italian Sounding” (peraltro legali), cui è dedicato un ampio capitolo e da normative nazionali e internazionali (ed eti chette) poco trasparenti e a volte ingannevoli.

L’autore parte dalla definizione stessa di “prodotto tipico” e dal concetto di tradizione per mostrare che non si tratta di un’anticaglia ma della più moderna ed avanzata forma di cura del territorio e del paesaggio, della nostra stessa identità e storia. Fa chiarezza sui “marchi di qualità comunitari” (DOP, DOC, IGP) e su tutte le forme di certificazione che – in tutto o in parte – garantiscono la nostra sicurezza alimentare in tema di prodotti agricoli. Ma non si ferma a questo. È il “sistema” -infatti- che fa “l’uomo lardo”: sono i patti stipulati tra potenze globali, Paesi ricchi, multinazionali del cibo, organismi finanziari internazionali che, quasi sempre in nome del libro scambio, mettono a rischio la biodiversità, il benessere dei contadini e dei piccoli produttori, la genuinità dei prodotti e a volte la nostra salute.

Che cosa fare? Oltre a servire come “piatto forte” un’informazione costante e indipendente, il libro rappresenta un manuale di resistenza -non solo per difendere i nostri prodotti a marchio- ma per mettere in discussione il sistema: un vero e proprio sintetico repertorio per provare nuove dorme di consumo consapevole e responsabile, dai gruppi di acquisto solidali ai mercati contadini e ricostruire la propria “food policy” (ieri a Milano il Town meeting sul tema), dove cibo fa rima con territorio, la fiducia e la conoscenza del produttore conta più delle certificazioni e si restituisce la parola ai contadini che ad EXPO non hanno messo piede.

Per nulla corollario, anzi vero cuore del libro, sono poi le 20 storie di prodotti da conoscere, dall’olio extravergine d’oliva alla pasta, dalle conserve di pomodoro alla mozzarella, dal riso agli agrumi. Con tutte le magagne da conoscere e i consigli per i consumatori.

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