Nelle Marche la prima Oasi della biodiversità creata in discarica, un esempio unico

L’apertura al pubblico dell’Oasi della Biodiversità a Moie di Maiolati Spontini, nelle Marche è un esempio unico, che fonde assieme ricerca, rispetto ambientale e nuove tecnologie eco-sostenibili per lo smaltimento dei rifiuti. Un gruppo di ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche da anni ha intrapreso questo progetto che vede sorgere su una discarica di comparti già esauriti e ricoperti, una nuova vita naturale grazie alla graduale reintroduzione delle varietà vegetative tipiche del paesaggio agricolo e boschivo della Vallesina da anni dismesse a favore di un’agricoltura intensiva e meccanizzata con fini industriali

Questo nuovo ambiente naturale ha permesso anche il ripopolamento di animali selvatici, insetti e microorganismi altrimenti scomparsi creando un habitat di particolare interesse naturalistico e didattico che è ora aperto al pubblico. Il recupero dell’area è stato realizzato, nel rispetto delle normative vigenti, da Sogenus grazie alle ricerche condotte dall’Orto Botanico “Selva di Gallignano” e da C.Re.Ha. Nature Soc. Coop., spin off dell’Università Politecnica delle Marche. Come primo intervento è stato ridotto completamente l’impatto ambientale della discarica, ripristinando gli equilibri strutturali e funzionali dell’ecosistema. È stata realizzata una copertura vegetale, piantumando in 104 aiuole 13.956 piantine di specie tipiche dell’ambiente collinare marchigiano autoctono. È stato, quindi, creato un centro di salvaguardia e di diffusione della biodiversità all’interno della discarica e sono state messe a dimora specie erbacee e arbustive di notevole interesse mellifero e paesaggistico per innalzare la qualità ambientale e creare un vero e proprio giardino didattico.

“Il progetto che abbiamo inaugurato è di assoluta qualità – ha dichiarato Eddi Ceccarelli, Presidente di Sogenus – abbiamo reso l’area dismessa della discarica La Cornacchia un’Oasi di biodiversità. La raccolta differenziata ha raggiunto percentuali molto buone, destinate a migliorare ancora, ma ci sarà sempre una parte residua di rifiuti che, per legge, può essere trattata e smaltita solo in discarica. Pertanto abbiamo scelto, da sempre, di gestire il nostro impianto in assoluta sicurezza, rigore e nel rispetto dell’ambiente.Operiamo monitoraggi costanti condotti dall’Università, che producono dati rigorosamente scientifici; da oggi, questa Oasi sarà ulteriormente valorizzata con percorsi didattici per cittadini, studiosi, studenti. A loro, alle giovani generazioni la affidiamo idealmente ribaltando il concetto diffuso di discarica. È infatti anche ambiente vitale in cui le essenze autoctone piantumate possono trovare habitat naturale e crescere rigogliosamente”.

“Siamo molto soddisfatti – ha detto Umberto Domizioli, Sindaco di Maiolati Spontini – di vedere realizzato questo importante progetto per i cittadini di tutti i Comuni della Vallesina. Ancora una volta la Sogenus, un’azienda pubblica, ha dimostrato l’impegno nei confronti dell’ambiente e del territorio marchigiano. L’Oasi, infatti, rappresenta una culla della biodiversità e uno spazio adatto a percorsi didattici ed educativi”.

Nel 2014 è stata elaborata una Cartografia della Vegetazione informatizzata. Di rilievo l’utilizzo delle api per segnalare lo stress ambientale da inquinamento chimico (prodotti fitosanitari, metalli pesanti e radionuclidi). All’interno dell’Oasi, è stata realizzata una stazione di biomonitoraggio composta da due arnie: ogni settimana vengono conteggiate le api morte che, al superamento della soglia critica pari a 200 esemplari, vengono sottoposte ad analisi cliniche per rilevare eventuali prodotti fitosanitari. Durante gli 8 anni di biomonitoraggio, non è stata rilevata alcuna presenza di inquinamento da fitofarmaci, né è mai stata superata la soglia critica di 200 api morte a settimana. Nell’Oasi saranno realizzati percorsi didattici aperti a studenti e cittadini.

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