Piante medicinali: una su tre è a rischio estinzione

Le piante medicinali come l’erica o l’arnica potrebbero andare incontro al rischio estinzione. Gli impieghi principali sono l’alimentare (tisane, aromi da cucina e per alimenti), gli integratori alimentari (o fitoterapici) e il farmaceutico, l’impiego in cosmetica, chimica verde (colori, insetticidi, etc.) e alimentazione animale è, invece, limitato ma in continua crescita.

Secondo i dati dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) circa un terzo delle piante medicinali europee è in declino. Fra quelle esaminate ritroviamo l’arnica (Arnica montana), l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), il rosmarino (Rosmarinus officinalis) e l’erica comune (Calluna vulgaris). La loro salute interessa molto l’Italia, fra i Paesi europei (insieme a Germania, Spagna, Francia, Olanda, Gran Bretagna e Polonia) nella top 20 degli importatori di piante medicinali e aromatiche a livello globale.

Il 31% delle piante valutate dallo studio sono considerate in declino, di un quarto non si hanno sufficienti dati per definire la salute delle popolazioni, il 42% è stabile e un magro 3% sta aumentando. Solo il 2,4% è considerato a rischio estinzione, ma questo per gli scienziati non significa abbassare la guardia. “Quasi la metà dei nostri farmaci prescritti dal medico impiega sostanze naturali delle piante” afferma il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, ricordando la “grande varietà di piante selvatiche” in Europa, “con un’enorme varietà di impieghi”. “Il loro valore economico è chiaro, dobbiamo chiaramente tutelare questo capitale naturale” spiega Vella.

“La percentuale di specie minacciate di estinzione è relativamente bassa rispetto ad altri gruppi di specie, e data l’importanza delle specie medicinali per le cure sanitarie, ma anche impieghi in tè, spezie, cibi, integratori alimentari e cosmetici, si tratta di una buona notizia” dice Jean-Christophe Vié dell’Iucn. “Il rischio estinzione però – avverte Vié – è solo uno dei criteri che dovremmo considerare quando cerchiamo di conservare la natura selvatica e quasi un terzo delle specie mostra una popolazione in declino, il che evidenzia la necessità di misure di conservazione per assicurare la loro sopravvivenza a lungo termine”.

Fra le principali minacce alle piante europee medicinali c’è proprio la raccolta in natura, per uso curativo e per il commercio di piante orticole e ornamentali. Il fenomeno si stima abbia un impatto in circa la metà (48%) delle piante classificate come minacciate o quasi minacciate. Gli altri flagelli sono la perdita degli habitat e l’impatto dell’agricoltura, che interessano rispettivamente il 48% e il 67% per le stesse categorie. “Raccogliere piante in natura va a beneficio della salute e delle comunità locali, ma perché sia sostenibile devono essere creati sistemi di gestione appropriati”.

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