Remmy, il sensore per seggiolino che impedisce di dimenticare i figli in auto

Remmy è un sensore che si attacca all’accendisigari dell’automobile, si infila sotto il seggiolino dove si mette il proprio figlio e avvisa il genitore che come recentemente accaduto, si dimentica il bimbo a bordo. Si tratta di amnesia dissociativa che colpisce i genitori sotto stress. A sviluppare Remmy è stata una startup italiana che lo ha presentato allo Smau di Bologna. Remmy ha suscitato grande interesse proprio perchè potrebbe essere la soluzione che evita tragedie come quelle accadute recentemente. IL sensore infatti avverte se il bambino si sposta dal seggiolino e ci avverte inoltre, una volta spento il motore, che il bimbo è ancora a bordo.

Il sensore è costituito da un rilevatore collegato al seggiolino del bambino e da una cicalina alimentata dall’accendisigari dell’auto. Michele Servalli il suo ideatore ha detto: «Il sensore di peso alloggiato sotto la prima fodera del seggiolino comunica all’impianto centrale se il bambino si è spostato dal seggiolino durante il viaggio o se è ancora in auto una volta spento il motore della macchina: un segnale sonoro richiama immediatamente l’attenzione dell’autista, ricordando la presenza del piccolo nella vettura ed evitando, in questo modo, dimenticanze oppure distrazioni dovuti a circostanze esterne». Inoltre Remmy possiede due led di colorazioni diverse (blu e verde) e bip di diversa durata e tipologia per segnalare il corretto funzionamento del sistema e gli eventi legati al bambino (presenza e spostamenti improvvisi). Ha anche un silenziatore nel caso in cui non si voglia svegliare il bambino o disturbare gli altri viaggiatori. E’ dotato di presa supplementare per consentire l’uso simultaneo dell’accendisigari.

Gli ideatori Michele Servalli e Carlo Donati, colleghi di lavoro ed entrambi papà, ha pensato a creare questo sensore quando hanno appreso la notizia di Luca, il bambino dimenticato in auto il 4 giugno 2013 e ritrovato morto dal papà Andrea Albanese dopo 9 ore, ancora legato al seggiolino della Citroen parcheggiata davanti all’ingresso dell’azienda nella quale l’uomo lavora, alla periferia di Piacenza. Dalla perizia del giudice è emerso che il padre è stato colpito da Amnesia dissociativa, una sorta di blackout che crea un buco nei nostri ricordi. Proprio da questo episodio così tragico, Servalli e Donati, insieme ad altri 21 amici-soci in questa azienda, si sono impegnati a trovare una soluzione per la quale è stato richiesto un brevetto internazionale. Come dice Servalli: «Dal 1998 almeno 606 bambini nel mondo, o un bambino ogni 10 giorni in media, sono morti per colpo di calore perché lasciati incustoditi in un veicolo. Quasi il 90% erano bambini di età al di sotto dei 3 anni. Il problema è far capire ai genitori che può capitare a tutti. Purtroppo è un meccanismo della mente umana, è un errore pensare che a noi non toccherà mai».

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