Riciclo dei rifiuti, al via la nuova campagna online Make Resources Count

In Europa, sono sempre più numerosi i casi di rifiuti gettati illecitamente nell’ambiente. Ci deve essere sempre un modo per riutilizzare e riciclare le cose, è questo lo slogan della nuova campagna online Make Resources Count (fai contare le risorse, lanciata da European Environmental Bureau (EEB), l’associazione ambientalista che riunisce 140 organizzazioni in Europa.

Solo un sistema economico finanziario finalizzato a ridurre al minimo il consumo di risorse e la produzione di rifiuti, che riduce gli sprechi, aumenta la durata di vista degli oggetti e ricicla le materie prime contenute in quelli dismessi, utilizza le innovazioni tecnologiche per attenuare al minimo l’impatto ambientale dei processi produttivi e non per aumentare la produttività, sviluppa al massimo l’auto-produzione di beni, le filiere corte, gli scambi non mercantili, in una parola, solo un’economia della decrescita ha una potenzialità di futuro in grado di invertire la tendenza autodistruttiva insite nell’attuale uso della razionalità per un fine irrazionale.

La campagna di EEB (makeresourcescount.eu) riapre una partita chiave per Bruxelles e tutti gli europei. La mobilitazione coincide infatti con la consultazione di Bruxelles che servirà a formulare la tanto discussa normativa per la cosiddetta ‘economia circolare’, che riguarderà appunto non solo la gestione e il riciclo dei rifiuti, ma anche il ciclo di vita dei prodotti, a partire dal design.

Ogni cittadino europeo consuma in media 16 tonnellate di materiali ogni anno e produce in media sei tonnellate di rifiuti, che per il 64% viene bruciato o finisce in discarica. Le regole proposte dal precedente esecutivo Ue includevano un target di riciclo del 70% per i rifiuti urbani e dell’80% per gli imballaggi, più il divieto di ricorrere alle discariche. Il timore degli ambientalisti è che la nuova strategia della Commissione Juncker su questo fronte giochi al ribasso. “Tagliare lo spreco di risorse in Europa è un’opportunità vincente sia per l’ambiente sia per l’economia, ma non avverrà da solo” spiega Stéphane Arditi di EEB, secondo cui ripresentare nuove regole “deve significare mantenere i target di riciclo originali e includere criteri di design dei prodotti per ridurre l’uso di risorse dalla fase di progettazione”.

Secondo i dati di EEB, l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto viene definito proprio nella fase di design. Se si rende più facile disassemblare, riparare e riusare, invece di costruire qualcosa per poi gettarlo via, si potranno conservare anche una serie di risorse, sempre più care e meno disponibili sul mercato. Su questo punta la campagna ‘Fai contare le risorse’ secondo cui estendere di qualche anno il ciclo di vita solo di lavatrici, computer portatili e stampanti nell’Ue comporterebbe il taglio di oltre un milione di tonnellate di emissioni di CO2, l’equivalente di 477mila auto su strada ogni anno. Una strategia a beneficio anche dell’occupazione, con 860mila nuovi posti di lavoro per il 2030. Qual è quindi la ricetta proposta da EEB per la nuova normativa Ue? Si va da ‘obiettivo zero rifiuti residui’ entro il 2025 ad un target di riduzione di uso dei materiali e di taglio della produzione dei rifiuti, ma anche la preparazione di target per il riuso di rifiuti urbani, di attività commerciali e industriali. Gli ambientalisti propongono anche di bandire discariche e inceneritori e di eliminare a partire dalla progettazione dei prodotti sostanze nocive come microplastiche e prodotti monouso e non riciclabili.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie