Rinnovabili: in Usa la conversione al 100% di energie green entro il 2050 è un traguardo possibile

È dagli anni ’50 che gli Stati Uniti inseguono l’indipendenza energetica. Allora Barack Obama non era ancora nato e i suoi predecessori Clinton e George W.Bush iniziavano le scuole elementari. Ma oggi quello che per anni è sembrato un obiettivo utopico viene descritto come traguardo possibile, grazie allo sviluppo sempre più intensivo delle energie rinnovabili entro il 2050. Un gruppo di ingegneri dell’ università di Stanford, ha analizzato la situazione energetica di ciascuno dei 50 Stati Usa e ha creato un piano per una svolta green, ecosostenibile e fondato sull’uso di tecnologie già esistenti.

Gli esperti hanno preso in esame gli attuali consumi e il mix energetico di ogni nazione, dal Maine alla California, e le specificità dei vari territori. Hanno analizzato l’esposizione al sole, e quanti tetti esposti a sud e non ombreggiati potevano ospitare pannelli solari; hanno studiato le mappe del vento per stabilire dove le turbine eoliche offshore fossero un’opzione; hanno stabilito che il geotermico è praticabile a costi sostenibili solo in 13 Stati, e che non c’è bisogno di nuove dighe per l’idroelettrico ma solo di rendere più efficienti quelle già costruite.

Uno studio approfondito, insomma, riassunto in una mappa interattiva degli States (consultabile sul sito thesolutionsproject.org) che per ogni nazione offre una mole considerevole di dati, dal mix energetico perfetto ai nuovi posti di lavoro, dai risparmi di spesa sanitaria a quelli in bolletta, dai tempi per il ritorno economico degli investimenti alle morti per inquinamento dell’aria evitabili.

Nel complesso, la conversione al 100% di rinnovabili salverebbe 63mila vite all’anno, creerebbe decine o centinaia di nuovi posti di lavoro in ogni Stato, richiederebbe non più dello 0,5% del territorio da destinare a pannelli fotovoltaici o a turbine eoliche e, sottolineano i ricercatori, “eliminerebbe le emissioni di gas a effetto serra derivanti dai combustibili fossili, che diversamente costerebbero al mondo 3.300 miliardi di dollari all’anno da qui al 2050”

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