S.T.EYE, il condom che cambia colore a contatto con le malattie veneree

Verde per la clamidia, giallo per l’herpes, viola per il papillomavirus, blu per la sifilide: così il “profilattico intelligente” renderà evidente se chi lo usa ha una Malattia Sessualmente Trasmissibile. Responsabile una sostanza interna che cambia colore con la presenza di batteri o virus contagiosi. Ad idearlo un gruppo di studenti britannici della Isaac Newton Academy di Ilford, nell’Essex (Uk), che proprio grazie a questa invenzione hanno vinto il ‘Teen Tech Award’ per la migliore innovazione nel campo della salute.

Ma come funziona il preservativo? La superficie è ricoperta da uno strato di molecole che quando incontrano determinati batteri cambiano colore; i colori sono fluorescenti in modo tale da poter essere ben visibili anche al buio.Per ora il progetto è solo sulla carta, ma presto potrebbe arrivare il brevetto e magari la produzione da parte di qualche casa farmaceutica. Intanto il gruppo di giovani ha vinto anche mille sterline e la possibilità di visitare Buckingham Palace.

Le infezioni sessuali aumentano tra i giovani. Nelle fasce di popolazione più giovane, soprattutto di sesso femminile, sia italiani che immigrati, compresi casi di donne in gravidanza, si annidano le maggiori percentuali di batteri e virus trasmissibili sessualmente. La Chlamydia trachomatis con diffusione del 3,2% in Italia e con la prevalenza più elevata nella fascia 15-19 (8,2%). Neisseria gonorrhoeae è presente 0,5% dei casi con prevalenza nei maschi. Il Trichomonas vaginalis risulta presente in percentuale dello 0,7% con prevalenza nelle donne. La pericolosità del fenomeno è anche data dalla frequente asintomaticità delle infezioni, di cui la persona infetta viene a conoscenza quando gli effetti critici per la salute si sono già attivati. Per fronteggiare questo pericolo strisciante occorre intervenire sia con campagne di sensibilizzazione della pubblica opinione sui rischi effettivi sia attraverso campagne di screening.

E’ questo l’auspicio che Amcli – Associazione Microbiologi Clinici Italiani esprime alla luce dei risultati evidenziati dal secondo Sistema di sorveglianza sentinella delle Ist, promosso in collaborazione dal Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità e il Gruppo di lavoro infezioni sessualmente trasmesse dell’Associazione microbiologi clinici italiani.

Oltre alle percentuali di positività ricordate prima, un altro dato rilevante dell’indagine è quello dei soggetti asintomatici che rappresentano quasi il 50% della popolazione infetta. Questa percentuale è maggiore tra le donne rispetto agli uomini. Tra le donne la quota maggiore si registra tra i soggetti in stato di gravidanza, fatto che richiama l’importanza di eseguire il test per queste infezioni anche in stato di gravidanza, in modo da evitare complicanze che potrebbero colpire anche il nascituro.

 
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