Se il tifone è distruttivo ce lo dice l’acqua calda del Pacifico

La temperatura dell’acqua dell’Oceano Pacifico nei primi 150 metri di profondità è un indicatore dell’intensità stagionale dei tifoni ed è un’informazione rilevante per prevederne l’intensità media della stagione in arrivo.

A queste conclusioni sono arrivati gli autori (Wei Mei, University of California, San Diego e University of California, Irvine; Shang-Ping Xie, University of California, San Diego; François Primeau, University of California, Irvine; James C. McWilliams, University of California, Los Angeles e Claudia Pasquero, Università di Milano-Bicocca) dello studio “Northwestern Pacific typhoon intensity controlled by changes in ocean temperatures” appena pubblicato dalla rivista Science Advances (Gruppo Science).

I cicloni tropicali, infatti, diventano più intensi negli anni in cui sono elevate le temperature dell’acqua nei primi 150 metri di profondità nel Pacifico nord occidentale e quelle dell’acqua superficiale nel Pacifico equatoriale centrale, che sono le aree nelle quali si generano i disturbi atmosferici da cui i tifoni si sviluppano. I dati della ricerca dimostrano che le stagioni in cui i tifoni diventano più intensi non hanno caratteristiche atmosferiche particolari ma sono caratterizzate da temperature oceaniche anomale.

“La previsione dell’intensità dei singoli cicloni tropicali è tutt’ora molto difficile, in quanto è influenzata da molti processi, di cui alcuni ancora non compresi – dice Claudia Pasquero, oceanografa del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra e coautrice della ricerca –. Invece di concentrarci sull’intensità dei singoli tifoni, abbiamo deciso di analizzare come varia di anno in anno l’intensità media dei tifoni tra la metà del secolo scorso ed oggi e di cercare dei fattori ambientali che la influenzano: abbiamo scoperto che l’intensità media varia moltissimo, tra anni in cui è di 150 km/hr (corrispondenti ai venti di una forte Bora) ad anni in cui supera i 220 km/hr”.

I cicloni tropicali più intensi si sviluppano principalmente nel Pacifico nord occidentale, ed interessano l’Asia orientale (Giappone, Cine, Filippine, Vietnam). Si pensi al tifone Haiyan del novembre 2013 i cui venti raggiunsero i 230km/hr provocando la morte di migliaia di persone nelle Filippine. “Questa ricerca – conclude Pasquero – apre la strada alla previsione stagionale dell’intensità dei tifoni. I dati mostrano che la temperatura dei primi 150 metri di acqua nel Pacifico tropicale, che sappiamo prevedere abbastanza bene con un anticipo di mesi, ha un forte impatto sulla velocità media dei venti nei tifoni”.

 
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