Tito Boeri al Social Cohesion Days, i costi della crisi sono stati concentrati sulla parte più povera della popolazione

“La povertà è aumentata molto di più rispetto alla disuguaglianza perché i costi della crisi sono stati concentrati sulla parte più povera della popolazione” ha detto Tito Boeri, presidente Inps intervenendo al primo forum sulla Coesione Sociale, a Reggio Emilia – fino al 6 giugno -. Anche la Sharing Economy nella seconda giornata di lavori a Social Cohesion Days. Secondo Bertram Niessen sociologo dei new media “vi sono nuove forme di capitalismo avanzato e di messa a valore di beni privati, efficientate attraverso la tecnologia ma anche nuove situazioni nelle quali gruppi di cittadini si auto-organizzano all’interno di pratiche collaborative”

Seconda giornata di intensi lavori a Social Cohesion Days – dal 4 al 6 Giugno al Centro Internazionale ‘Loris Malaguzzi’ di Reggio Emilia -, primo forum internazionale sulla coesione sociale, oggi dedicati ai temi dell’inclusione sociale e della salute pubblica. Tanti gli interventi tra cui quello di Tito Boeri, economista e attuale presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che durante il dialogo dedicato a ‘Lotta alla povertà e all’esclusione sociale: sfide e prospettive per l’Italia’ ha dichiarato:

“Le giornate della Coesione Sociale sono un’iniziativa molto importante visto che su questo tema c’è ancora poca consapevolezza. Coesione sociale è una nozione che va al di là della disuguaglianza per raggiungere una rete di relazioni all’interno della società. L’aspetto reddituale è molto importante, l’allarme che dobbiamo lanciare oggi è quello sull’estensione della povertà che, in Italia, è aumentata di un terzo in sette anni. La povertà è aumentata molto di più rispetto alla disuguaglianza perché i costi della crisi sono stati concentrati sulla parte più povera della popolazione”. E ha continuato: “L’Inps ha lavorato per aumentare le informazioni sulla disparità di trattamenti grazie ad un’Operazione Trasparenza che ha svelato come il sistema pensionistico, in Italia, abbia portato vantaggi so lo ad alcune categorie. Un’altra operazione che abbiamo portato avanti è quella di permettere agli iscritti di conoscere in anticipo quale sarà l’importo della propria pensione. Fino ad oggi si è ritenuto preferibile nascondere la verità ai giovani. Io ritengo, invece, che sia giusto informare sia per consentire di fare scelte più adeguate rispetto al proprio futuro, sia per aumentare il livello di coesione sociale intorno alle istituzioni. L’informazione e la trasparenza favoriscono la coesione sociale”.

Quattordici in totale gli incontri di oggi, tra seminari, dialoghi e gli eventi che coinvolgono la cittadinanza tra cui il dibattito su ‘Sharing economy e coesione sociale” in cui Bertram Niessen ha incontrato le esperienze di innovazione sociale sul territorio. Durante l’incontro Bertram Niessen, docente di sociologia dei nuovi media all’Università degli Studi di Milano, ha detto: “È molto difficile dire qual è il rapporto fra sharing economy e coesione sociale, soprattutto perché è molto difficile dire che cos’è la sharing economy. Nel senso che con il termine Economia della Condivisione intendiamo pratiche, processi, modalità di organizzazione sociale ed economica che sono completamente diverse fra di loro.

Si va da fenomeni come Uber che sono sostanzialmente forme di capitalismo avanzato e di messa a valore di ben i privati e nuove forme efficientate attraverso la tecnologia a situazioni come quelle degli orti comunitari nei quali gruppi di cittadini si auto-organizzano all’interno di pratiche collaborative. Quello che possiamo dire adesso, in un momento in cui queste pratiche si stanno moltiplicando, innestando l’una sull’altra e ibridando, è che l’economia della condivisione ci dice soprattutto una cosa: che nelle nuove forme di organizzazione economica, sociale e culturale c’è la necessità di nuove forme di aggregazione e di far cortocircuitare forme diverse di capitali, che non sono solo economici, ma che spesso sono anche simbolici, sociali e culturali e, quando possibile, convertirli anche l’uno nell’altro. Il vero interrogativo è quali forme di distribuzione di questi valori saremo in grado di mettere in atto nei prossimi anni e soprattutto quali tipi di politiche c’è bisogno di sviluppare per farlo”.

Social Cohesion Days si conclude domani, sabato 6 giugno, con una cerimonia dedicata a ‘Le parole della Coesione Sociale’ introdotta da Traute Meyer docente di Politica Sociale all’Università di Southampton (UK). A seguire il report delle giornate di lavoro di Social Cohesion Days a cura di Paolo Graziano -Università ‘L.Bocconi’ Milano-, Matteo Jessoula -Università degli Studi di Milano-, Michele Raitano -Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ e Emmanuele Pavolini -Università degli Studi di Macerata-. Chiara Saraceno -sociologa, Università di Torino- intrattiene il dialogo della giornata di chiusura con Elisabetta Gualmini -vice presidente della Regione Emilia Romagna- e con il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi. Il portavoce delle Giornate della Coesione sociale e coordinatore del Comitato Scientifico, Raul Cavalli, terrà il discorso di chiusura di Social Cohesion Days. Al termine, Alessandro Bergonzoni, attore e autore teatrale, porterà il suo saluto creativo.

 
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