Ue verso un’economia circolare, possibili risparmi per 3mila euro a famiglia

La Commissione europea avrà come obbiettivo, impostare in modo nuovo e ambizioso la transizione verso l’economia circolare. L’Europa punterà sull’economia circolare perché “è l’unica scelta che darà profitto sul lungo termine” e perché “non è solo la cosa giusta da fare per l’ambiente, ma anche per la struttura economica dell’Ue”. Questo il messaggio del vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermas, aprendo una conferenza a Bruxelles. Se l’Europa adotterà il modello dell’economia circolare, che punta su riciclo e riuso, design intelligente e riparabilità dei prodotti, condivisione di beni e servizi tramite piattaforme digitali, ogni famiglia potrebbe risparmiare tremila euro ogni anno stima uno studio sull’economia circolare lanciato oggi a Bruxelles da Ellen MacArthur Foundation, Mc Kinsey e SUN.

Le nuove proposte sono elaborate da un gruppo guidato dal primo Vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per la Qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali, Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, e Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI.

“Il futuro  non è nella produzione low cost, ma nel fornire servizi ai cittadini che si materializzano in prodotti, invece del contrario. I prodotti vengono usati più volte, così non si consumano materie prime”, ha spiegato Timmermans. Con il modello di economia lineare attuale “l’Europa importa circa il 60% dei carburanti fossili e metalli e ha un enorme deficit di risorse” ha ricordato il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, secondo cui “l’Europa è già indietro, per questo vogliamo essere ambiziosi e la questione non è più ‘se’ adottare l’economia circolare, ma il ‘come’ e ‘quando’ “. Il pacchetto di misure della Commissione europea in questa direzione arriverà “questo autunno” e rispetto alla proposta precedente includerà “target ambiziosi” sul fronte di riciclo dei rifiuti, ma cercherà anche di “sostenere i 28 Stati membri, che attualmente stanno andando a diverse velocità” ha detto Vella.

L’economia che sta avanzando rapidamente è quella che sfrutta la condivisione dei beni e servizi tramite piattaforme digitali, per questo nel pacchetto di misure in arrivo dalla Commissione europea “ci sarà una parte dedicata all’IT” ha aggiunto il commissario europeo all’ambiente. Materie prime e componenti oggi costituiscono il 40-60% dei costi di produzione della manifattura in Europa. In uno scenario di economia circolare, secondo lo studio i consumi di materie prime per produrre auto, materiali da costruzione, fertilizzanti sintetici, pesticidi, acqua per agricoltura, uso dei terreni e aree per immobili, carburanti ed elettricità non rinnovabili, potrebbero ridursi del 32% per il 2030 e del 53% per il 2050.

La spesa per la transizione non sarebbe indolore: la stima del governo britannico per creare un sistema di riuso e riciclo pienamente efficiente è di circa 14 miliardi di euro, mentre la Germania ha già speso 123 miliardi di euro fra 2000 e 2013 per le tariffe ‘feed in’ delle rinnovabili. A fronte dei costi, si devono contare anche gli sprechi e tre settori nei quali si può fare molto sono mobilità, produzione alimentare ed edilizia. Secondo lo studio, una ‘tipica auto europea’ rimane parcheggiata per il 92% del tempo, in media ha cinque posti ma in media porta 1,5 persone in ogni viaggio. Nel sistema alimentare, il 31% di quanto viene prodotto viene perduto o sprecato, mentre nella pianificazione urbana, il 60% degli uffici non viene usato, anche in orario lavorativo.

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