Allarme della Nasa, le grandi riserve sotterranee di acqua sono in sofferenza

La NASA ha rilasciato i dati sulla temperatura globale del mese di maggio che segnano un +0,71 °C rispetto alla media a lungo termine, lasciando intravedere che il 2015 ha tutti i requisiti per battere il record (stabilito nel 2014!) di anno più caldo da quando sono disponibili le misurazioni, contemporaneamente sulla Rivista  Water Resources Research sono stati pubblicati 2 Studi che alimentano ulteriormente le preoccupazioni per il global warming, indicando, proprio sulla base di dati forniti anche in questo caso dalla NASA, che circa un terzo dei più grandi bacini di acque sotterranee della Terra si stanno prosciugando più rapidamente di quanto fosse previsto.

Il team di ricerca dell’Università della California-Irvine (UCI) che ha condotto gli studi ai quali hanno partecipato, appunto, anche ricercatori della NASA, ha utilizzato i rilevamenti satellitari raccolti tra il 2003 e il 2013 dai due veicoli spaziali gemelli di  GRACE (Gravity Recovery And Climate Experiment), missione congiunta della NASA e dell’Agenzia Spaziale Tedesca, per misurare l’influenza delle masse d’acqua sul campo gravitazionale del pianeta, rilevando la perdita di massa quando da una certa area scompare un grande volume d’acqua. In questo modo hanno potuto determinare la velocità con cui le grandi falde acquifere si stanno esaurendo. ” Le misurazioni fisiche e chimiche disponibili sono semplicemente insufficienti – ha dichiarato uno dei co-autori degli Studi Jay Famiglietti, professore di Idrologia all’UCI e Scienziato senior presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA – Considerato quanto velocemente stiamo consumando le riserve sotterranee di tutto il mondo, abbiamo bisogno di uno sforzo coordinato globale per determinare quanta acqua vi è rimasta.

I luoghi più a rischio sono l’India, la Cina, gli Stati Uniti  e la Francia, e i ricercatori hanno affermato che si tratta di un problema di lungo termine destinato a peggiorare. “La situazione è molto critica”, ha commentato Jay Famiglietti, senior water scientist al NASA’s Jet Propulsion Laboratory in California. Le falde acquifere sotterranee forniscono il 35% dell’acqua utilizzata dagli uomini in tutto il mondo. La domanda è ancora maggiore nei periodi di siccità e le falde più soggette a stress si trovano per altro in regioni densamente popolate dove le alternative per far fronte alla scarsità dell’acqua sono limitate. La salute delle falde acquifere del mondo varia ampiamente e dipende in gran parte da come sono state utilizzate. In Australia, ad esempio, il bacino Canning nella parte occidentale del Paese, è al terzo posto per quanto riguarda il più alto tasso di esaurimento nel mondo, ed  è probabilmente attribuibile alle attività di estrazione di oro e ferro ed esplorazione per la ricerca di petrolio e gas nelle zone limitrofe al bacino.

Famiglietti ha affermato inoltre che i problemi delle acque sotterranee sono aggravati dal riscaldamento globale, che nelle regioni più vicine all’equatore porta a fenomeni estremi di siccità e piogge intense. Nelle latitudini intermedie, invece, il pompaggio dell’acqua segue criteri poco sostenibili. L’auspicio degli esperti è che, rendendo pubblici questi dati (che sono appaiono sulla rivista Water Resource Research), si stimoli la discussione e la produzione di nuove ricerche sullo stato di salute delle acque sotterranee. “Abbiamo bisogno di riflettere su come gestiamo la risorsa – ha affermato Famiglietti – perché ormai ci stiamo avvicinando al livello di guardia”.

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