Basilicata: il presente e il futuro della rivoluzione tecnologica in agricoltura

Un dispositivo mobile posizionato su un piccolo carrello per la scansione che analizza il riflesso della luce sugli alberi per determinare ogni dettaglio, dall’altezza alla densità delle coperture per le arance, a quando le colture necessitano acqua o vengono colpite da malattie o parassiti, produce una mappa che gli agricoltori usano per irrigare, fertilizzare e trattare le piante malate con maggiore precisione: non è fantascienza, ma più semplicemente una delle rivoluzioni tecnologiche applicata all’agricoltura e presentata al meeting a Metapontum Agrobios tra Alsia (Francesco Cellini – a capo del Centro di Sviluppo; Pasquale Domenico Grieco – che segue il progetto Ditria) la StartUp Open3d srl (Anthiny Rimoli – Amministratore Unico con alta formazione in GIS, Telerilevamento ed elaborazione di immagini satellitari); Vincenzo Pitrelli – sviluppatore applicazioni web) e Agia Basilicata (Rudy Marranchelli – presidente).

Alsia ha  presentato il progetto “Ditria”, sviluppato direttamente per applicare tutte le più recenti “rivoluzioni” tecnologiche al mondo dell’agricoltura. Uno dei partener del progetto è la compagnia AgerPoint, una startup nata sotto la stella della Silicon Valley, che usa uno scanner laser per fare una mappa precisa dei campi coltivati, analizzare il modo in cui il sole cade sulle foglie, capire se un albero è malato o ha poca acqua. Tra gli altri protagonisti, Air Drone srl, con sede in Viggiano, che ha fondato l’Associazione Italiana Droni, eroga servizi per la costruzione e vendita di droni, il monitoraggio ambientale, il monitoraggio in agricoltura con sensori operanti nel Visibile ed Infrarosso Termografico; la società Skysense, con sede in Usa e sede operativa in Germania, ha sviluppato un interessante pad di ricarica rapida durante la fase di atterraggio dei Sapr. Innovazione a 360 gradi, dunque, che consente di analizzare ogni singola pianta nei dettagli, senza distruggerla. E’ l’agricoltura di precisione. Si analizza lo stato di salute delle piante, fornendo dati fondamentali all’agronomo, che possono essere anche in grado di anticipare eventuali problemi. Tutto ciò comporta enormi risparmi per l’imprenditore che può, quindi, puntare con maggiore decisone a produzioni di alta qualità. L’innovazione, oggetto delle attività dimostrative che la Regione Basilicata sta portando avanti, si basa sull’impiego integrato di tecnologie Ict e si svolge in particolare su 4 sistemi colturali, con riferimento specifico a 4 problematiche da stress biotici ed abiotici: drupacee e sharka (PPV); agrumi e Tristeza (CTV); olivo e complesso da disseccamento rapido (Xylella fastidiosa); vite e stress idrico.

Grande l’entusiasmo di Agia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) Basilicata. “In un’Europa in cui circa il 30% degli agricoltori è over 65, mentre solo il 7% è sotto i 35 anni di età, Agia ritiene -afferma Rudy Marranchelli-  che favorire l’ingresso dei giovani, più attenti all’utilizzo di nuove tecnologie, è prioritario se si vuole compiere un percorso di innovazione. La ‘precision farming’, nel permettere di eseguire una mappatura del territorio e rilevare il reale fabbisogno di fertilizzanti, di acqua o di fitofarmaci, rappresenta una concreta opportunità per il mondo agricolo, non solo sotto il profilo della qualità e delle prassi agroambientali, ma anche perché una giusta applicazione sul campo può portare a una riduzione dei costi di gestione e un maggior reddito per le aziende. Parlando di sonde inserite nel terreno che più volte all’ora fanno un’analisi dei suoli e di droni che in volo scansionano l’appezzamento per sapere qual è il fabbisogno idrico e delle sostanze organiche, in modo da intervenire solo quando serve, si deve puntare sulla nuova misura del Psr ‘Cooperazione’ che punta a sfruttare al meglio le opportunità che abbiamo con la nuova programmazione dei fondi europei per investire nella sperimentazione e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative con i Partenariati europei per l’innovazione (protagonisti enti di ricerca, università e imprese)”.

Di qui “l’attenzione della nostra associazione verso la costituzione di ‘Community SmartThings’ capaci di sperimentare e trasferire soluzioni innovative al mondo agricolo lucano.  In pratica oggi -conclude Marranchelli- abbiamo posto le basi per avviare un partenariato con Alsia. Naturalmente abbiamo solo ‘arato il campo’, il percorso per la raccolta dei ‘frutti’ è ancora lungo”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie