Caldo bestiale? arriva la dieta vegetariana!

Un’idea per difendersi dal caldo infernale di questi giorni: la lancia Edgar Meyer, presidente dell’associazione Gaia Animali & Ambiente, che propone la dieta vegetariana: sana, gustosa, nutriente e originale, ma soprattutto fresca e leggera. L’associazione Gaia ha predisposto, assieme a Diamoci La Zampa, un ricettario vegetariano (scaricabile gratuitamente dal sito www.gaiaitalia – cliccando sul pulcino bio bio), per scoprire nuovi sapori e difendersi dal caldo di questi giorni torridi.

“Niente di meglio che la classica, sana dieta mediterranea. Anzi, meglio ancora la dieta vegetariana: verdure alla griglia e frutta, primi piatti freddi e freschissime insalatone verdi: da quelle tradizionali a quelle a base di farro o orzo”, spiega Meyer.

I primi piatti freddi sono nutrienti ma leggeri: dalla pasta fredda, condita non con ragù ma con verdurine tagliate, al riso o cous cous freddo, guarniti con pomodorini, cetrioli, piselli, mais, menta e limone. Senza dimenticare gli squisiti tortini ai funghi, alle zucchine o alle carote (queste ultime, come anche peperoni, albicocche, mango, melone, papaia e nespole, sono molto ricche di beta-carotene, che protegge la pelle preparandola all’abbronzatura). I più curiosi possono cimentarsi con pietanze curiose come il Kibbé alle noci.

Oltre che fresca, leggera e gustosa, la dieta vegetariana è pacifica e nonviolenta: risparmia milioni di animali tra capponi, caprette, maialini, vitelli. Le cifre della mattanza di animali sono infatti impressionanti. “In Italia”, sottolineano gli ambientalisti di Gaia, “600 milioni di animali vengono uccisi ogni anno per finire sulle nostre tavole: 570 milioni di polli, 9 milioni di suini, 6 milioni di agnelli, 4 milioni di manzi, 2 di conigli, 2 di vitelli, 3 di pecore e capretti, 500.000 equini. L’alternativa, per di più sana e gustosa, esiste”.

Non solo. “La dieta a base di carne surriscalda il pianeta”, afferma Meyer. “La carne che portiamo in tavola è la seconda causa per importanza di riscaldamento globale dopo gli impianti di riscaldamento delle case”.

Dagli studi della Fao e dell’IPCC (Intergovernmental panel on climate change) risulta che l’allevamento del bestiame produce il 18 per cento delle emissioni di gas serra (CO2, protossido d’azoto e metano), complessivamente più di tutti i mezzi di trasporto. Il bestiame da carne, soprattutto i bovini, è responsabile del 9 per cento dell’anidride carbonica prodotta dalle attività umane, e di una percentuale nettamente superiore di gas serra ancora più dannosi. Al bestiame si deve infatti il 65 per cento delle emissioni di protossido d’azoto rilasciato dalle attività umane: il protossido d’azoto ha un effetto sul riscaldamento terrestre pari a 300 volte quello dell’anidride carbonica. La maggior parte delle emissioni di protossido d’azoto è dovuta al letame. Inoltre il bestiame emette il 37 per cento di tutto il metano riconducibile alle attività umane. “La carne produce effetto sera. E ci soffoca. Meglio la dieta veg!”, conclude Meyer

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