Contro il dissesto idrogeologico si riparte dalle radici

Bio Soil Expert è una start up il cui obiettivo è quello di contrastare una piaga italiana: il dissesto idrogeologico e lo fa con uno slogan: “Curare la Terra con la terra”. Ben sappiamo quanto sia grave la situazione, con l’esposizione al rischio di frane e alluvioni in moltissime aree della Penisola. Si contano circa 6.633 comuni italiani in cui vi sono aree a rischio idrogeologico che comportano anno dopo anno un bilancio economico pesantissimo. Ecco perchè è importantissima la prevenzione e Bio Soil Expert ha messo a punto uno dei sistemi più ecofriendly che ci possano essere per risolverla.

Proprio ad EXPO, all’inaugurazione del Padiglione trentino, la start-up ha presentato EROSION CONTROL, un sistema che fa uso di micro-ecosistemi di piante erbacce che, insieme a microorganismi del suolo, sono in grado di sviluppare apparati radicali folti e resistenti in grado di contrastare l’erosione superficiale di suolo. Come spiegato dal referente, il Dott. Alberto Ferrarese: «Ad oggi Bio Soil Expert sta applicando Erosion Control in diverse regioni italiane, come Lombardia, veneto, Emilia Romagna e anche Trentino».

E aggiunge: «Il nostro prodotto offre costi ridotti rispetto alle classiche “scogliere”, palificazioni e materiali anti-erosivi di tipo sintetico». Grazie a questa metodologia le piante non sono solo un dispositivo di messa in sicurezza dal dissesto ma svolgono anche una funzione di mitigazione ambientale, soprattutto per quanto concerne e emissioni di CO2. Dice infatti Ferrarese: «Ogni pianta del sistema ErosionControl ha la capacità di assorbire fino a 3kg di anidride carbonica».

Nessun uso si additivi chimici o progetti di alta ingegneria, ma un sistema a minimo impatto e basso costo. Bio Soil Expert ha lanciato anche Agri-Biobed, un sistema filtrante biologico che sfrutta particolari capacità di piante e microrganismi per la degradazione e l’assorbimento dei residui fitosanitari e dei metalli pesanti spesso presenti nei formulati per l’agricoltura convenzionale. «Stiamo studiando anche prodotti per la fito-remediation, in grado cioè di assorbire e degradare idrocarburi, diossine, metalli pesanti e altre sostanze nocive presenti nei terreni, per sanificarli. Il nostro obiettivo è provare a sostituire le classiche tecniche d’ingegneria ambientale con le piante: una questione prima di tutto culturale che fa ancora un po’ fatica a farsi strada».
Fonte Rinnovabili.it

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