Danni da fauna selvatica, blitz di Coldiretti in tutta Italia

Una mobilitazione a livello nazionale per sollecitare le istituzioni a interventi urgenti per fronteggiare i danni provocati dalla fauna selvatica in agricoltura. Gli agricoltori della Coldiretti hanno lasciato le campagne per lanciare un SOS alle Istituzioni sui danni provocati dagli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale stimato in quasi 100 milioni di euro nel 2014 senza contare i casi in cui è stata messa in pericolo la vita delle persone.

“Una situazione insostenibile che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento al confronti a livello territoriale con tutte le Istituzioni regionali, con la richiesta di “interventi urgenti per garantire la sopravvivenza delle imprese agricole in equilibrio con la natura”. A rischio – precisa Moncalvo – non c’è solo il reddito delle imprese agricole ma anche la sicurezza nelle aree rurali e periurbane è in pericolo. Non mancano peraltro preoccupazioni sul profilo sanitario con il rischio di contagi degli animali allevati.

Il confronto con le Amministrazioni regionali, ha l’obiettivo di discutere l’utilità dei provvedimenti di prevenzione e controllo e gli effetti dei danni provocati dalla fauna selvatica all’agricoltura che coinvolgono le imprese agricole in tutte le Regioni, sia pure con profili diversi in relazione alle diverse condizioni territoriali. Di fronte al moltiplicarsi dei danni provocati da nutrie, corvi, cinghiali ed altri animali gli agricoltori della Coldiretti chiedono una riforma della disciplina che garantisca l’indispensabile presenza delle aziende agricole a tutela del territorio.

Anche secondo il presidente nazionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Dino Scanavino, siamo nell’ordine di decine di milioni di euro l’anno di perdite. Basti pensare che, ad esempio,  – spiega Scanavino – la media annua dei danni da fauna selvatica riconosciuti ammonta in Toscana a 2,1 milioni; in Emilia Romagna si arriva a 2,7 milioni; nelle Marche 1,1 milioni di euro mentre in Umbria i danni toccano 1,07 milioni. O che ogni anno, solo nelle regioni dell’arco appenninico, dalla Calabria alla Liguria, gli animali selvatici in branco uccidono dalle 2.000 alle 2.500 pecore”.

Le tipologie di danni alle colture agrarie e agli allevamenti sono ormai di proporzione così rilevante da rendere insufficiente l’accantonamento delle risorse finanziarie regionali, così che occorre rivedere le modalità di distribuzione delle risorse nazionali e regionali al fine di garantire i fondi necessari per coprire i danni stimati. Bisogna adoperarsi con urgenza per il potenziamento degli strumenti di contenimento preventivo, per uno snellimento delle procedure e per potenziare i fondi per il risarcimento agli agricoltori coinvolti, considerato anche che oggi in molte regioni questi coprono a malapena il 30% dei danni riconosciuti e spesso sono limitati solo alle cosiddette specie prioritarie”.

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