E’ boom di chioschi: oltre 1300 in Italia, l’acqua del sindaco piace agli italiani

I chioschi dell’acqua piacciono. Ai cittadini, interessati a fruire del servizio. Alle amministrazioni pubbliche, che sempre più spesso decidono di avviare programmi per l’installazione, all’interno delle proprie piazze, di fontanelle pubbliche regolamentate e controllate. E all’ambiente: basti pensare che il prelievo annuo di 300 mila litri di acqua da un chiosco consente un risparmio di 200 mila bottiglie di PET da 1,5 litri, equivalenti a 60.000 kg di PET in meno da smaltire o avviare al recupero. Vengono risparmiati 1.380 kg di anidride carbonica e non vengono emessi 7800 kg di anidride carbonica per il trasporto.

Secondo una ricerca commissionata da Aqua Italia su un campione di 2500 persone, il 57,3% degli intervistati è interessato a usufruire del servizio. “Se fino a pochi anni fa – spiega Aqua – questa possibilità era conosciuta per lo più ai soli addetti ai lavori, oggi quasi la metà dei nostri connazionali è a conoscenza, con precisione, della possibilità di dire addio alle vecchie casse di acqua minerale in bottiglia approvvigionandosi presso le moderne strutture che molti Sindaci hanno scelto di installare nelle proprie città (il 48,6% sa dell’esistenza del servizio). Le novità continuano, poiché le fontanelle diventano veicolo di comunicazione tra le realtà locali e i cittadini, tramite le campagne di promozione dell’uso consapevole dell’acqua e tramite l’affissione di campagne sociali di comunicazione presso i chioschi stessi”. I chioschi più tecnologici hanno schermi LCD e sono interattivi.

Spiega Aqua: “Sempre più italiani, quindi, possono godere dell’erogazione pubblica, gratuita o dietro pagamento di un minimo contributo, di acqua potabile affinata, refrigerata e gassata. Le fontanelle tornano dunque in auge, non come versione vintage delle loro antenate, bensì come evoluzione del servizio pubblico che svolgevano fino a qualche decennio fa”.

I chioschi dell’acqua sono inoltre sostenibili, perché alimentati da acqua di acquedotto trattata che può essere considerata “a chilometro zero”. E riducono i costi per il recupero e il riciclo della plastica. “Questo è il principale motivo per cui il fenomeno del ritorno alle fontanelle sta riscuotendo un enorme successo. Basti pensare che nel 2010 – ha detto Lauro Prati il presidente di Aqua Italia – si contavano circa 213 installazioni, oggi se ne contano oltre 1.300 a cui si aggiungeranno le 22 che dissetano i visitatori di Expo (quasi 900mila litri di acqua microfiltrata erogata dopo la fine della manifestazione).

Il costo è davvero irrisorio: in media 5 centesimi al litro per l’acqua refrigerata e/o gasata, contro i 25 centesimi al litro (in media) per la cugina in bottiglia. Così, la propensione ad usare le casette è in crescita: le ama il 42,5% degli italiani (percentuale di coloro che dichiara di usare o voler utilizzare il servizio) e si sale a quasi il 50% nella fascia 18-24 anni, a dimostrazione che le casette dell’acqua sono ancora più apprezzate dai giovani forse anche per la più elevata sensibilità al rispetto dell’ambiente.

 

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie