Fukushima, tre ex dirigenti Tepco verso l’incriminazione

Fukushima, tre ex dirigenti Tepco verso incriminazione, dovranno rispondere di negligenza professionale con conseguente morte e lesioni: per la prima volta, secondo la tv pubblica Nhk, accuse penali individuali sono mosse sulla crisi nucleare di Fukushima di marzo 2011 coinvolgendo l’ex presidente Tsunehisa Katsumata e gli ex vice presidenti Sakae Muto e Ichiro Takekuro.

La notizia è arrivata dopo che la Tepco ha annunciato profitti triplicati nel secondo trimestre di quest’anno all’equivalente di 1,85 miliardi di dollari, grazie al calo dei costi di gestione delle centrali convenzionali provocato dai più bassi prezzi petroliferi e grazie al fatto che la maggior parte dei risarcimenti va sostanzialmente a carico dello Stato. Tepco vorrebbe riaprire la centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa ma per il momento tutti gli impianti atomici del Giappone restano chiusi. Quella di Sendai nel Kyushu, però, ha ottenuto le autorizzazioni e ha dichiarato oggi di essere pronta alla riattivazione a partire dal 10 agosto.

Il parere sul rinvio a giudizio è maturato per la seconda volta contro la pubblica accusa, che aveva respinto la richiesta di formulazione degli addebiti contro i tre alti ex dirigenti, rendendo invece ora obbligatorio l’esercizio dell’azione penale, irrobustita dall’incriminazione. Il Tribunale distrettuale di Tokyo, secondo la complessa procedura, dovrà indicare adesso tre avvocati per avranno la funzione di pubblici ministeri. A quasi quattro anni e mezzo dalla più grave crisi nucleare dopo quella di Cernobyl del 1986, con numerose inchieste fatte da commissioni governative o indipendenti, sono emersi oggi i primi nomi chiamati a rispondere penalmente di una tragedia che vede ancora, tra le altre cose, circa 80.000 evacuati a causa della contaminazione radioattiva.

Nel 2013 i magistrati decisero di non incriminare oltre 30 dirigenti della Tepco e altri funzionari, accusati dagli abitanti di aver ignorato i rischi di disastri naturali e di non essere intervenuti adeguatamente. Nel 2014 il caso era stato poi riaperto, dopo la decisione della giuria.

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