Goletta dei Laghi: Legambiente, il Garda è “fortemente inquinato”

E’ tempo di tirare le somme sul Garda, sponda veronese. La Goletta dei Laghi, campagna nazionale di Legambiente per la tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont –  ieri mattina era a Verona, presso la sede locale del Cigno Verde, per diffondere alla stampa i dati relativi ai monitoraggi scientifici effettuati a inizio luglio dai nostri tecnici.

“Nell’anno in cui scade la Direttiva Quadro Europea 2000/60, che impone all’Italia di raggiungere uno status buono di qualità delle acque interne –spiegaFederica Barbera, portavoce della campagna nazionale di Legambiente – il lago di Garda sponda veronese sembra ancora “arrancare” nella corsa frenetica che si concluderà il 31 dicembre prossimo.

I monitoraggieffettuati grazie al nostro laboratorio mobile hanno come obiettivo, non quello di sostituirsi a quelli dell’Arpa regionale e dell’Asl, ma quello di evidenziare criticità per stimolare un dibattito con le istituzioni locali e fare in modo che il tema della qualità  delle acque del lago diventi una priorità nell’agenda politica degli enti locali”. Purtroppo quella che emerge è una situazione immutata o quasi rispetto ad un anno fa.  Sono sempre pessime, infatti, le condizioni a Lazise (foce torrente Marra),  Garda (foce del torrente Gusa) e Bardolino (località Punta Cornicello, foce torrente San Severo), dove come l’anno scorso, anche quest’anno i campionamenti dei tecnici Legambiente hanno fatto emergere valori più del doppio superiori a quanto concesso dalla normativa vigente in Italia (Dlgs 116/2008), quindi il giudizio di Goletta è “fortemente inquinato”. Passa da “fortemente inquinato” a “inquinato” il giudizio per il punto indagato a Castelnuovo del Garda, località Ronchi, foce Rio Dugale dei Ronchi. Qui per 5 volte negli ultimi 7 anni i valori di batteri fecali sono stati oltre i limiti e purtroppo al momento del monitoraggio (5 luglio) diversi bagnanti erano in acqua a pochi metri dal punto di campionamento, nonostante un cartello comunale che vietala balneazione “entro i 50 metri dalla foce”.

Si confermano “entro i limiti” i punti a Peschiera sul Garda (foce rio Sermana) e a Torri del Benaco (presso l’impianto di sollevamento). L’unica a migliorare sensibilmente rispetto l’anno scorso è la località Piaghen nel comune di Pai, risultata inquinata nel 2014 e oggi entro i limiti. “E’ paradossale– commenta Lorenzo Albi, presidente del circolo Legambiente di Verona -, che passino gli anni, si accavallino promesse e annunci di cambiamento, ma la situazione rimanga sempre la medesima. E’ quindi un chiaro segno di immobilismo e disinteresse da parte dei Comuni di competenza.

L’ Azienda Gardesana Servizi nella primavera 2014 ha presentato il progetto preliminare per la riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui, che come associazione ambientalista avevamo accolto con entusiasmo e approvato, anche se con alcune osservazioni. Per ora a farla da padrone è stata la polemica politica, ma ci auguriamo che, è proprio il caso di dirlo, si smuovano le acque al più presto ”. Nell’anno in cui scade la Direttiva Quadro Europea 2000/60, che impone all’Italia di raggiungere uno status buono di qualità delle acque interne, il lago di Garda sponda veronese sembra ancora “arrancare” nella corsa frenetica che si concluderà il 31 dicembre prossimo.

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