Goletta dei laghi 2015: report finale, il 50% dei punti registrano valori batteriologici fuori norma

Si è conclusa la decima edizione della Goletta dei Laghi,  campagna nazionale di Legambiente per la tutela dei bacini lacustri italiani realizzata in collaborazione con il Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont. Oggetto dei campionamenti i laghi di Bolsena, Albano, Bracciano, Iseo, Maggiore, Ceresio, Varese, Garda (in Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige), Lario, Verbano, Trasimeno, Piediluco. Il 50% dei punti registrano valori batteriologici fuori norma. “Fortemente inquinati” 41 punti, altri nove “inquinati” e da Bracciano a Bolsena, dall’Iseo al Ceresio, sistemi di collettamento obsoleti e depuratori malfunzionanti minano la salute delle acque. Un totale di 102 campionamenti in 11 bacini di sei regioni italiane per testare lo stato di salute dei laghi.

A guidare la classifica in negativo è il Lario in Lombardia: su 19 punti campionati, otto sono risultati fortemente inquinati. Segue Verbano, in Piemonte, con sei punti fortemente inquinati su 10 campionati. Il rischio, oltre a quello ambientale, è anche economico. “Rischiamo, infatti, di dover pagare pesanti sanzioni per le procedure d’infrazione avviate per il mancato rispetto delle direttive europee”, spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente.

Per quanto riguarda la cementificazione, sono tristemente esemplari i casi del lago di Como e del Garda, intorno ai quali grosse fette di territorio vengono consumate nel nome di un falso progresso, con lo scopo di erigere nuovi alberghi e palazzine. Il comune di Limone sul Garda, in provincia di Brescia, sta approvando una lottizzazione che sconvolgerà ulteriormente il profilo del bacino sulla sponda bresciana”. In Sicilia l’equipaggio del Cigno Azzurro ha portato la Bandiera Nera perché la regione non ha ancora applicato le norme a tutela delle acque interne. Nel Lazio le criticità che affliggono Bracciano e Bolsena sono legate in particolar modo ad un sistema di collettamento insufficiente, se non addirittura insufficiente , che rende sofferenti alcune foci, appesantite dagli scarichi provenienti più dai comuni dell’entroterra che da quelli rivieraschi. Una problematica molto comune in tutti i bacini italiani, come per esempio sull’Iseo.

Non mancano però le buone pratiche: per il lago di Occhito in Molise, Legambiente sta lavorando a un progetto per la navigabilità sostenibile, e anche il lago Trasimeno, in Umbria, ha risposto bene alle sollecitazioni della campagna nazionale di Legambiente, dimostrandosi un bacino in buona salute, meta di milioni di turisti ogni anno.

 
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