Imu: bene l’annuncio di Renzi, ma agli agricoltori serve l’eliminazione del saldo di dicembre

La decisione di cancellare l’Imu sui terreni agricoli annunciata nei giorni scorsi dal premier Matteo Renzi, nell’ambito di una più generale revisione del sistema fiscale che dovrebbe determinare una consistente riduzione della pressione fiscale per le imprese e i cittadini, va valutata in maniera positiva. E’ quanto afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, che rivendica come ciò rappresenti il risultato dell’azione incessante svolta in questi mesi, anche come coordinamento Agrinsieme, per una revisione strutturale dell’imposta che non andasse a colpire in modo indiscriminato e iniquo i terreni agricoli, utilizzati quale fattore produttivo nell’esercizio dell’attività agricola.

L’intento manifestato dal premier Renzi, che già in passato si era espresso in maniera critica sull’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli, interverrebbe a sanare una situazione che il buon senso e la capacità di confronto con il mondo agricolo avrebbero potuto e dovuto già risolvere senza la necessità di attendere il 2016. Nell’attesa che venga emanato il provvedimento legislativo volto all’abolizione dal prossimo anno dell’Imu sui terreni agricoli, la Cia chiede che il Governo si attivi rapidamente per la soluzione definitiva del problema: gli agricoltori, infatti, si aspettano dall’esecutivo un segnale tangibile anche per il 2015 attraverso l’eliminazione del saldo Imu di dicembre.

I nuovi criteri di delimitazione delle aree di assoggettamento a Imu, le condizione poste dai provvedimenti legislativi che si sono succeduti in questi mesi, le determine dei Comuni sulle aliquote applicabili, hanno infatti  generato -conclude Scanavino- una situazione di forte criticità per cui molti agricoltori non sono stati neanche  in grado di rispettare il pagamento della prima rata di giugno. A ciò si aggiunga il fatto che in numerosi settori produttivi, dal latte alla frutta ai seminativi, la crisi sta riducendo fortemente il reddito delle imprese agricole con una conseguente diminuzione di liquidità.

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